I carabinieri del Nas hanno sorpreso il medico mentre si faceva consegnare i soldi da una paziente

SULMONA

La difesa del medico arrestato: "L’accusa è frutto di un equivoco"

Il dottore è stato sorpreso dal Nas mentre incassava 230 euro da una donna malata di tumore. L’avvocato Zambelli: "Montato un caso che non c’è"

SULMONA. Per il medico chirurgo Paolo Leombruni, il reato ipotizzato è concussione aggravata. Secondo l'accusa il medico avrebbe somministrato farmaci a una donna malata di tumore, in cambio di denaro. Accuse che il difensore, l'avvocato Massimo Zambelli, respinge al mittente. "Non concordo con la ricostruzione fatta dai carabinieri che è frutto di un evidente equivoco e di un errore di valutazione, fuorviata forse dalla deposizione della signora, che avrà capito una cosa per un’altra, magari pensando di essere oggetto di un raggiro", afferma deciso il legale sulmonese.

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"Leombruni non ha mai proposto un programma terapeutico alternativo alla paziente per la malattia oncologica ed è totalmente estraneo a quelle che sono le accuse per una ricostruzione dei fatti sbagliata, a causa di un equivoco di base che ha caratterizzato l'intera vicenda". (c.l.)

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