La diocesi crea un fondo solidale per le famiglie e le attività in crisi

11 Settembre 2020

Stanziati 200mila per euro per fronteggiare l’emergenza economica innescata dal coronavirus La Caritas: «Durante la pandemia è triplicato il numero degli assistiti, serviti 1.400 pasti al mese»

AVEZZANO . Il vescovo Pietro Santoro crea il Fondo San Berardo e destina 200mila euro della Cei all’emergenza Covid-19. La diocesi di Avezzano, durante il periodo della pandemia, è stata al fianco delle famiglie bisognose e di quanti avevano perso il lavoro ed erano in una situazione di difficoltà. Santoro ha deciso di continuare anche dopo la prima emergenza a tendere una mano al popolo marsicano istituendo un fondo al quale potranno attingere coloro che vivono uno stato di disagio socio-economico: persone che hanno perso il lavoro, che operano nel commercio o in altri settori e hanno bisogno di un sostegno o che hanno subito una drastica diminuzione del reddito. «Ogni città riceve la sua forma dal deserto cui si oppone», ha spiegato il vescovo citando Calvino, «qual è il deserto delle nostre città? Io vi do una risposta: la dissolvenza delle relazioni solidali. Se ogni città non si oppone, non prende forma come comunità ma solo come affastellamento di individui distanziati. Una città è sicura quando si oppone alle frantumazioni sociali, quando insieme al pane si danno le rose. Il tessuto sociale tiene quando la cultura dell’accoglienza diventa percorso di promozione dei diritti perché non dimentichiamo che i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno».
Insieme al vescovo hanno presentato i dati sull’attività in questi difficili mesi il vicario generale della diocesi don Francesco Tudini, il direttore Caritas don Carmine Di Bernardo e il vicedirettore Lidia Di Pietro. Proprio quest’ultima ha ricordato che «dal 2017 al 2019 si rivolgevano alla Caritas un nucleo familiare ogni quattro giorni, mentre nei mesi della pandemia i numeri sono triplicati». La Caritas ha dato ospitalità per la notte, tra marzo e luglio, a 482 persone di cui il 93 per cento italiani, servito 1.400 pasti nella mensa e accolto tramite il centro d’ascolto 220 nuclei familiari in condizioni di bisogno di cui l’82 per cento non avevano mai chiesto aiuto ai volontari. «Ringrazio i cittadini che ci hanno dato offerte anche minime», ha precisato don Carmine, «ma anche quanti hanno riconosciuto nella Caritas una realtà prossima a quella della povertà e in particolare il Comune, le altre istituzioni e tante aziende». Il vicario, invece, ha voluto ringraziare «i numerosi volontari che si sono messi a disposizione per portare avanti i diversi servizi. Nella necessità di mettere a riposo quelli più anziani e vulnerabili, abbiamo sperimentato la generosità di oltre 50 nuovi volontari: un ringraziamento particolare all’Azione cattolica diocesana».
Tra i tanti servizi offerti durante il lockdown ci sono stati anche la stampa del materiale didattico per i ragazzi che non avevano un pc, la fornitura di 50 tonnellate di prodotti alimentari alla Protezione civile per la consegna nei comuni e la distribuzione tramite l’emporio solidale di 1.124 “carrelli della spesa” per 363 famiglie. Per accedere al fondo si può contattare Cristina Paone chiamando al 351 8634621.
©RIPRODUZIONE RISERVATA