La diocesi forma persone preparate all’emergenza

28 Settembre 2019

Corsi di pronto intervento all’istituto di Scienze religiose Il 26 ottobre testimonianze sul tema “Terremoto dell’anima”

L’AQUILA. Qualche anno fa fu la diocesi a pensare e realizzare la Cappella della memoria in ricordo delle vittime del terremoto. Ora, in una città che è riuscita a far finire in rissa (solo verbale per fortuna) persino le celebrazioni del Decennale, è ancora la diocesi ad accendere una luce su quello che l’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi ha definito “Il terremoto dell’anima”.
TERREMOTO DELL’ANIMA. La Chiesa aquilana, in collaborazione con Caritas Abruzzese Molisana e Caritas Italiana – protagonista nel territorio aquilano nei giorni e nei mesi post-sisma nel portare conforto e fattiva assistenza ai terremotati – ha infatti promosso per sabato 26 ottobre un convegno dal titolo: “Il terremoto dell’anima, a dieci anni dal 6 aprile 2009”. L’obiettivo dell’incontro ha come obiettivo l’approfondimento dei risvolti di natura spirituale e psicologica che le catastrofi che hanno interessato il Centro Italia hanno prodotto nelle comunità colpite dal sisma. Ieri mattina a presentare l’evento (che ha il patrocinio e il contributo della Regione, del Consiglio regionale, del Comune nell’ambito del programma Restart) nella sede dell’Istituto superiore di Scienze religiose (Issr) c’erano l’arcivescovo Petrocchi, don Daniele Pinton, ex preside e docente all’Istituto Scienze religiose, don Dante Di Nardo responsabile della Caritas diocesana e don Claudio Tracanna che cura le comunicazioni della Conferenza episcopale Abruzzo-Molise. Petrocchi ha ribadito un concetto: «Il terremoto dell’anima, al contrario del terremoto geologico, continua ad avere effetti per un tempo lunghissimo e molte volte dura tutta la vita». Da qui nasce il bisogno di non pensare solo alla ricostruzione materiale – cioè agli edifici – ma anche a quella spirituale. «Inutile girarci intorno», ha detto il cardinale. «Il dolore trova consolazione solo nella fede in Dio». L’arcivescovo è tornato a sottolineare che «L’Aquila, attraverso le esperienze maturate in questi anni, deve farsi Cattedra e cioè insegnare e trasmettere valori che possono essere utili per affrontare meglio eventi catastrofici». E da qualche mese proprio l’istituto di Scienze religiose ha dato vita a un gruppo di studio (a cui collabora anche l’Università) che sfocerà in corsi per preparare professionalità in grado poi di intervenire alla bisogna. Una sorta di “pronto intervento” capace di andare incontro a persone in difficoltà confortandole, aiutandole dal punto di vista spirituale, fornendo quel calore umano che in certe situazioni è persino più importante dell’aiuto materiale.
IL PROGRAMMA. Il programma del convegno è molto ricco. Al mattino (dalle 9,45 alle 14) ci saranno due momenti che si svolgeranno nella sala Ipogea del Consiglio regionale. Chi intende partecipare (massimo 250 persone) deve iscriversi attraverso il sito www.terremotodellanima.it. Il primo momento vedrà la partecipazione delle autorità locali per i saluti istituzionali e poi ci saranno gli interventi – moderati da don Marco Pagniello, direttore della Caritas di Pescara – di monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo emerito dell’Aquila, di don Andrea La Regina di Caritas Italiana e del camilliano fratel Luca Perletti. La seconda parte, moderata da Pinton, vedrà gli interventi del professor Alessandro Rossi, direttore della scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università, del professor Vincenzo Massotti, docente di morale all’Issr, della professoressa Leda Cimini, docente di psicologia dell’età evolutiva all’Issr, della professoressa Elisa Votta, docente di psicologia generale all’Issr. A chiusura è previsto l’intervento del cardinale Petrocchi. Nel pomeriggio, dalle 15, ci saranno testimonianze – fra cui quelle del dottor Luigi Fusco e dell’architetto Stefano D’Amico – che si terranno nelle basiliche di Collemaggio, San Bernardino e San Giuseppe Artigiano. Previste navette per il trasporto delle persone (nel pomeriggio non è necessaria l’iscrizione) da un luogo all’altro. La giornata si concluderà con una visita “silenziosa” nella Cattedrale ancora da ricostruire e la messa dell’arcivescovo nella chiesa del Suffragio.
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