«La diocesi non ha più debiti»: Petrocchi fa il bilancio dei conti

27 Gennaio 2024

Nel 2013 fu mandato da Papa Francesco anche per ripianare il buco milionario nelle casse della Curia Il suo successore, l’arcivescovo coadiutore D’Angelo, lo invita ad aprire la Porta Santa il 28 agosto

L’AQUILA. Sarà il cardinale Giuseppe Petrocchi, attuale arcivescovo dell’Aquila, ad aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio nel tardo pomeriggio di mercoledì 28 agosto prossimo. La notizia è stata data ieri dall’arcivescovo coadiutore con diritto di successione monsignor Antonio D’Angelo, nel corso del tradizionale incontro con i giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales. D’Angelo ha rivolto, praticamente “in diretta”, l’invito al cardinale Petrocchi (seduto al suo fianco) il quale ha ringraziato e, di fatto, ha accettato.
PORTA SANTA
Ma perché è stato D’Angelo a invitare Petrocchi? Bisogna tornare indietro all’agosto scorso, quando Papa Francesco ha concesso al cardinale Petrocchi (che il 19 agosto 2023 aveva compiuto 75 anni e, quindi, aveva rimesso l’incarico nelle mani del pontefice) di restare un altro anno arcivescovo, nominando contestualmente monsignor D’Angelo suo successore. Fino al 19 agosto 2024 Petrocchi sarà arcivescovo a pieno titolo, dal giorno dopo la guida della diocesi passerà a D’Angelo che, quindi, nel periodo della Perdonanza 2024 (23-29 agosto) sarà l’arcivescovo titolare. È prassi che ogni anno l’arcivescovo dell’Aquila inviti un cardinale ad aprire la Porta Santa. Il particolare intreccio di date fa sì che la scelta sia caduta quest’anno proprio su Petrocchi che così coronorebbe “in bellezza” il suo servizio pastorale all’Aquila. Il 29 agosto la chiusura della Porta Santa sarà presieduta da D’Angelo.
il PRECEDENTE
L’unico precedente assimilabile a quello che accadrà il 28 agosto prossimo risale al 1983, quando il cardinale Carlo Confalonieri aprì la Porta Santa. Confalonieri era stato arcivescovo dell’Aquila molti anni prima (dal 1941 al 1950), ma solo dopo (nel 1958) era diventato cardinale.
I CONTI DELLA DIOCESI
L’incontro dei vertici della diocesi dell’Aquila con la stampa ha riservato più di una sorpresa. Petrocchi, dopo aver parlato dell’argomento al centro del confronto con i giornalisti – l’intelligenza artificiale – ha voluto fare un bilancio dei suoi quasi 11 anni di servizio nel capoluogo di regione. E ha esordito con una sorta di colpo di scena: «Il deficit economico della diocesi è stato azzerato». Era noto a tutti che nel 2013 Petrocchi era stato mandato all’Aquila dal Papa anche per risanare i bilanci, da tempo in rosso pure a causa del sisma 2009. Il cardinale, a domanda specifica, non ha voluto rivelare l’entità del “buco” nei conti che aveva trovato. Si è limitato a dire che «si trattava di una somma ingente». L’arcivescovo ha sottolineato che non solo sono stati sanati i vecchi debiti (soprattutto con le banche), ma che non ne sono stati accesi degli altri. Dunque, dal punto di vista economico, la diocesi può guardare con fiducia al futuro.
UNA CHIESA UNITA
Il cardinale ha poi raccontato un aneddoto. Papa Francesco, nel corso di un recente incontro a Roma, si è mostrato molto attento a quanto Petrocchi gli ha riferito sull’Aquila con particolare riferimento alla gratitudine dei fedeli per la sua visita del 28 agosto 2022. Il pontefice, a un certo punto, ha detto: “Ma come va con il coadiutore?”. “Benissimo”, è stata la risposta. Petrocchi ha tratto spunto da questo aneddoto per ribadire la “consonanza” umana e spirituale con monsignor D’Angelo e ha citato anche l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari e il nunzio apostolico (vescovo) monsignor Orlando Antonini «ai quali mi lega amicizia e stima profonda». Il tutto per sottolineare che la Chiesa aquilana è unita nell’azione pastorale e negli obiettivi che si pone.
IL GIUBILEO DEL 2025
Petrocchi si è inoltre soffermato su 4 temi a cui tiene molto: il Giubileo 2025 e il legame con la Perdonanza, la Pastorale dell’emergenza, la ricostruzione post-sisma, il Sinodo. È stato innanzitutto sottolineato che, dopo l’anno della Misericordia (agosto 2022-agosto 2023), indetto dal Papa in occasione della sua visita all’Aquila, il Santo Padre ha fatto dono alla città anche dell’anno del Perdono (già iniziato e che andrà avanti fino all’apertura, da parte del Papa, del Giubileo 2025 a dicembre). All’Anno del Perdono (con la possibilità di lucrare l’indulgenza nella basilica di Collemaggio) si aggiunge poi l’Anno della Preghiera di recente indetto dal pontefice proprio in preparazione del Giubileo. Il cardinale ha confermato che si sta lavorando per inserire L’Aquila nei “percorsi” religiosi del Giubileo del 2025 grazie al riconoscimento «del ruolo profetico di Celestino V». In poche parole il 2025 potrebbe essere l’anno della svolta per portare la “Perdonanza” fuori dalle mura cittadine, facendola diventare “veicolo” nel mondo di messaggi e valori universali come pace e perdono.
SERVIZI A COLLEMAGGIO
Petrocchi, rispondendo alla domanda di un cronista, ha anche condiviso la necessità di potenziare «d’intesa con tutte le istituzioni» l’accoglienza nella zona della basilica di Collemaggio creando servizi per fedeli e turisti.
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