La disabile 25enne riavrà le indennità revocate dall’Inps
SULMONA. Ha vinto la sua battaglia la disabile sulmonese a cui l’Inps aveva revocato l’indennità di accompagnamento. Il giudice del tribunale di Sulmona, Anna Maria De Sanctis, ha respinto il...
SULMONA. Ha vinto la sua battaglia la disabile sulmonese a cui l’Inps aveva revocato l’indennità di accompagnamento. Il giudice del tribunale di Sulmona, Anna Maria De Sanctis, ha respinto il ricorso dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, che dovrà rimborsarle gli arretrati dal 2014, oltre a provvedere al pagamento delle spese legali. Soddisfatta Catia Puglielli, avvocato del Tribunale per i diritti del malato, a cui la mamma della 25enne sulmonese si era rivolta. «Lo Stato e le istituzioni dovrebbero prestare più attenzione alla disabilità», interviene la Puglielli, «che è un problema della collettività, senza ledere quei diritti importantissimi da salvaguardare». Nella sentenza il giudice De Sanctis ha dichiarato «invalida la 25enne sulmonese con totale e permanente inabilità lavorativa al cento per cento e necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita», dalla data della visita di verifica dell’Inps del 2 ottobre 2014. Il tribunale di Sulmona ha inoltre condannato l’Inps al pagamento delle spese legali e del consulente tecnico d’ufficio. Nel 1998 la giovane sulmonese è stata riconosciuta invalida al 100% con necessità di assistenza continua. Nonostante il suo quadro clinico sia peggiorato rispetto al passato, la Commissione Inps di Sulmona ha revocato la concessione dell’indennità di accompagnamento. La 25enne sulmonese, affetta da ritardo mentale con sindrome genetica, ha iniziato la sua battaglia legale per la sopravvivenza, che il mese scorso è approdata in tribunale. La ragazza ha chiesto al giudice di tornare a godere della mensilità di accompagnamento pari a 290 euro, da aggiungere ai 500 euro della pensione di invalidità. Nella prima udienza, il giudice si era riservato la decisione sull’opportunità di commissionare una nuova perizia tecnica, nonostante il medico Nunzio D’Orazio abbia già certificato la necessità di riassegnazione dell’accompagnamento. (f.p.)
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