La donna uccisa dopo un inseguimento

7 Maggio 2012

Cese, è mistero sul movente del delitto. E spunta un'altra auto

AVEZZANO. Un inseguimento furibondo con tamponamenti e speronamenti ripetuti. È questo quello che emerge dalle indagini sull'omicidio di Mariana Marku, l'albanese di 30 anni che lavorava in un locale notturno di Civitella Roveto. L'auto trovata carbonizzata alle porte di Cese presenta i segni di un tamponamento.

Il corpo della ragazza è stato trovato con una gamba e un braccio spezzati, oltre a una ferita alla testa e a varie ecchimosi all'addome.

Secondo gli esperti, potrebbe trattarsi di traumi causati da un incidente stradale. Se così fosse, significa che la ragazza era alla guida di una delle due auto coinvolte nel rocambolesco inseguimento. Ma allora da chi fuggiva Mariana? E con chi era stata quella notte? E poi, dove è finita l'altra macchina? Tutti interrogativi che potrebbero avere una risposta in breve tempo.

Infatti, a tentare di dare maggiori certezze a questa ipotesi investigativa saranno gli accertamenti che eseguirà un esperto di tecniche radiografiche che, con uno speciale macchinario, analizzerà tutto l'apparato scheletrico della vittima e ogni singola frattura ossea.

Se gli esami, che saranno portati a termine nelle prossime ore, dovessero confermare l'ipotesi di traumi tipici di un incidente stradale, allora questo frangente combacerebbe con la teoria dell'inseguimento tra due autovetture.

È certo, infatti, che la Mercedes trovata bruciata lo stesso giorno della scomparsa di Mariana a trecento metri dal luogo dove si trovava il cadavere presenta dei segni di tamponamento. Inoltre, lungo il rettilineo che porta al luogo del ritrovamento del corpo ci sono pezzi di fanalino e resti di un'auto.

Non apparterrebbero solo alla Mercedes, ma anche a un altro modello di auto su cui, però, gli inquirenti stanno mantenendo il più stretto riserbo. Un altro riscontro medico-legale che avvalorerebbe la tesi dell'incidente riguarda i frammenti di vetro trovati addosso alla vittima. Esattamente quello che accade in caso di incidente stradale.

Resta, però, ancora in piedi l'ipotesi di un investimento scaturito da una lite. A pochi metri dal luogo dei ritrovamento del cadavere c'è una strada sterrata dove solitamente si appartano le coppiette.

E a circa cinquanta metri si trova l'abitazione della vittima. Forse lei ha tentato di tornare a casa a piedi dopo un litigio e la persona che era alla guida dell'auto potrebbe averla investita, per poi gettare il corpo nel fossato a bordo strada.  Ma i dubbi restano. La Mercedes è risultata rubata a Cerveteri, in provincia di Roma, qualche giorno prima. Ma l'altra auto, quella scomparsa, a chi apparteneva? Al riguardo, gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della ragazza che, secondo i primi accertamenti medico-legali, sarebbe morta giovedì notte.

Una interessante segnalazione al riguardo sarebbe arrivata agli inquirenti dal titolare di un locale di Avezzano dove la ragazza sarebbe stata vista prendere una consumazione al tavolo insieme a una persona sulla sessantina. L'episodio sarebbe avvenuto dopo le quattro di venerdì mattina.

Il testimone si dice convinto che si trattava di Mariana Marku. L'aveva vista con attenzione proprio perché la ragazza era insieme a una persona attempata.

Continuano intanto gli interrogatori delle persone vicine alla vittima. È stato ascoltato a lungo dai carabinieri il fratello della giovane albanese, Valentino Marku. Gli inquirenti lo hanno sentito come persona informata sui fatti.  Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni di vita della ragazza, in particolare le giornate di mercoledì e giovedì, prima della scomparsa. Il familiare, con cui lei viveva, ha denunciato la scomparsa della sorella agli agenti del commissariato di Avezzano sabato mattina.

Le indagini, però, si sarebbero concentrate nell'ambiente di lavoro e in particolare a Civitella Roveto e ai soci del club privato dove la ragazza si recava ogni sera e dove sembra lavorasse come intrattenitrice.

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