La Fiaccola del Morrone a Onna

Affidata nell’ultimo tratto ai bambini e ai ragazzi del paese. Oggi l’arrivo all’Aquila
L’AQUILA. Il Fuoco del Morrone è giunto ieri sera a Onna nella chiesa parrocchiale San Pietro Apostolo, l’edificio sacro distrutto dal sisma del 2009 (il 28 aprile di quell’anno vi entrò Papa Benedetto XVI) e ricostruito grazie ai fondi del governo tedesco. La Fiaccola nell’ultimo tratto è stata portata da ragazzi e bambini di Onna, quasi tutti nati dopo il 2009. In chiesa il Fuoco è stato accolto dai fedeli, dai rappresentanti delle associazioni di Onna, dal parroco don Cesare Cardozo e dal consigliere comunale Daniele Ferella. Quest’ultimi hanno firmato la pergamena delle “Perdonanze locali” il cui contenuto è stato letto da Floro Panti, presidente del Movimento celestiniano. Prima dell’arrivo della Fiaccola, a Casa Onna c’è stato un incontro sui “40 anni della nuova Perdonanza” con proiezione di video e il racconto dei protagonisti di quella rinascita, tra cui proprio Floro Panti. Prima dell’arrivo a Onna, la Fiaccola ha fatto tappa a Ripa di Fagnano Alto, Villa Sant’Angelo, San Demetro, Sant’Eusanio Forconese, Fossa (Santa Maria a Cryptas) e Monticchio dove si è celebrato anche il Dies Natalis del Beato Timoteo.
Questa mattina il 43esimo Fuoco del Morrone partirà alle 9 da Onna, con destinazione Paganica alla chiesetta di San Pietro Celestino V dove si trova una reliquia del Santo. Dopo una breve cerimonia religiosa il Fuoco, intorno alle 10.30 arriverà alla Villa comunale di Paganica, poi toccherà Bazzano e Pianola (piazza della Chiesa). In serata, l’arrivo all’Aquila. La fiaccola sarà consegnata al sindaco Pierluigi Biondi, che accenderà il braciere della pace, dando così inizio ufficialmente alla 729esima Perdonanza Celestiniana. In omaggio al quarantennale della Perdonanza dell’epoca contemporanea (la prima edizione fu nel 1983), gli ultimi tedofori saranno Italo Ettorre, che portò il Fuoco nell’ultimo tratto del Cammino del Perdono proprio nel 1983, e Tullio de Rubeis, nipote del sindaco dell’Aquila Tullio, che sempre in quell’anno tenne a battesimo l’evento celestiniano, di cui fu anche ispiratore. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

