La fornace piena d’amianto è tra le priorità d’intervento

30 Agosto 2016

MONTEREALE. «Via quella fornace». Il mantra per chiedere la bonifica, con rimozione di qualcosa come ottomila metri quadrati di copertura d’amianto su uno scheletro sempre più malandato, viene...

MONTEREALE. «Via quella fornace». Il mantra per chiedere la bonifica, con rimozione di qualcosa come ottomila metri quadrati di copertura d’amianto su uno scheletro sempre più malandato, viene ripetuto a ogni ora del giorno e della notte da queste parti. La fornace sta lì da una vita, ma adesso lo sciame sismico dei Monti Reatini mette paura. E il sindaco, anche sulla scorta delle segnalazioni dei cittadini, chiede a gran voce che la soluzione a questa vicenda possa arrivare il prima possibile. Specialmente ora che il Comune di Montereale è stato inserito (di nuovo) nel cratere sismico.

Di questo e di altre problematiche si è parlato ieri pomeriggio, nel corso di un vertice presieduto da Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega alla Protezione civile. Con Massimiliano Giorgi hanno partecipato, tra gli altri, anche i sindaci di Capitignano Maurizio Pelosi e di Campotosto Luigi Cannavicci, oltre alla senatrice Enza Blundo, al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, al manager Asl Rinaldo Tordera, al consigliere comunale aquilano Guido Quintino Liris.

Oltre all’allarme amianto per la dismessa fornace, è stato affrontato il discorso sulla localizzazione del Com (Centro operativo misto), che Giorgi vorrebbe nel suo Comune. Bisognerà vedere se ce ne sarà un secondo per i due centri teramani che fanno ugualmente parte del cratere sismico. La risposta arriverà tra oggi e domani.

Le richieste principali di questi giorni riguardano le verifiche alle case danneggiate. Il sindaco Giorgi ha chiarito di essere intenzionato ad affidarsi a soggetti terzi che non siano tecnici del luogo ma personale della protezione civile o dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. «Questo», spiega Giorgi, «per garantire riscontri oggettivi». Bisognerà definire anche le procedure del passaggio tra lo stato di avanzamento dei lavori alla data del 24 agosto e la fase successiva. Il Comune è in attesa delle nuove disposizioni. E i cantieri già partiti verranno “fotografati” di nuovo. (e.n.)

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