La Gran fondo di ciclismo rende omaggio a Mauro

L’AQUILA. «Se sulla strada ci fossero meno macchine e più biciclette, vivremmo tutti la vita con più serenità e leggerezza». Sulla targa che il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha donato ai...
L’AQUILA. «Se sulla strada ci fossero meno macchine e più biciclette, vivremmo tutti la vita con più serenità e leggerezza». Sulla targa che il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha donato ai familiari di Mauro Mannucci, poco prima della partenza della Gran fondo dell’Aquila di ciclismo dedicata al ciclista scomparso la settimana scorsa (nell’incidente al bivio del Cermone), c’era proprio una frase che Mauro, 32 anni, aveva scritto qualche tempo fa. Una cerimonia semplice, con il primo cittadino che insieme agli organizzatori della gara e all’assessore allo sport della Regione Abruzzo, Guido Liris, ha donato una targa ricordo ai familiari del ciclista, alpino del 9° Reggimento. E poi, sul podio, dove venivano premiati gli atleti che avevano portato a termine i 95 chilometri della gara di ciclismo, c’era una grande foto di Mauro con la maglia della sua squadra, la Bike99. E i suoi amici, in maglia verde, erano tutti in prima fila ad applaudire alla partenza della gara che si è snodata nelle strade della conca aquilana. «Questa non è solo una giornata di sport e di festa», ha detto il sindaco Biondi, «ma un momento importante per dire che la strada è di tutti, non è solo delle automobili e che c’è un modo diverso di muoversi. Dopo la pandemia, la città dell’Aquila ha investito tanto nella mobilità alternativa attraverso la concessione di oltre mille contributi per l’acquisto di bici elettriche. Non si può non tener conto che poi queste bici vanno su strada e che c’è la necessità della condivisione degli spazi».
La partenza della gara si è svolta sopra alle corsie ciclabili messe in opera da qualche mese.
«Purtroppo la città dell’Aquila, almeno per adesso, non riesce a costruire piste vere e proprie e quindi abbiamo richiamato l’attenzione degli automobilisti sul fatto che per la strada si possono trovare anche delle biciclette. Quando lo abbiamo fatto ci sono state delle ironie e anche del sarcasmo. Purtroppo è dimostrato che il mancato rispetto dei ciclisti porta a dei lutti». (r.p.)
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