La grandine taglia il reddito dei braccianti

24 Luglio 2019

In mille hanno perso fino al 40% della busta paga. Lobene (Confagricoltura): «La Regione velocizzi le assicurazioni»

TRASACCO. Lavoratori del Fucino a mezzo servizio per gli effetti della violenta grandinata che ha semidistrutto le colture agricole su un’area di quasi 2mila ettari mandando in fumo tra i 4 e i 5 milioni di euro di prodotto. La furia della grandinata, che ha colpito duro sulle strade 34, 35, 36, 37 e 38 nei comuni di Trasacco, Luco dei Marsi e Ortucchio ha danneggiato pesantemente 1.875 ettari di prodotti: patate, finocchi, insalate e carote. Per gli ortaggi a foglie, potrebbero non essere finita qui: oltre al danno visibile, infatti, nelle prossime settimane potrebbero essere attaccate da batteriosi e asfissia radicale. Il quadro del disastro sui campi del Fucino è stato “immortalato” dalla Flydrone service di Fabio Oddi, incaricata da Confagricoltura di elaborare una mappa del disastro corredata di immagini scattate coi droni.
A pagare pesantemente pegno, ovviamente, sono stati imprenditori e agricoltori del Fucino e lavoratori stagionali. «Con gran parte del raccolto andato distrutto», afferma il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, «gli orari di lavoro e quindi il guadagno è diminuito».
Sulla perdita di reddito, il segretario della Flai-Cgil, Marcello Pagliaroli, solidale con gli imprenditori, visto che i lavoratori stagionali del comparto agricolo del Fucino non potranno usufruire degli ammortizzatori sociali, ha sollecitato la Regione a prevedere nella richiesta di stato di calamità naturale anche delle risorse per il recupero del salario perduto. In linea di massima, il danno economico per gli operai stagionali impegnati nel lavoro di raccolta degli ortaggi nell’area falcidiata dal maltempo, più o meno un migliaio di persone, si aggira intorno al 30/40%.
Il peso del disastro, quindi, va a gravare sugli anelli più deboli della catena: operai stagionali e imprenditori, in primis perché le lungaggini della burocrazia non favoriscono le assicurazioni. Un tasto su cui batte Lobene. «Alla luce del disastro e delle ripercussioni pesanti sugli imprenditori del Fucino, perlopiù privi di assicurazione», aggiunge il presidente di Confagricoltura, «sarebbe utile e necessario un impegno forte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, mirato ad aprire velocemente un tavolo di confronto con l’Agea, per ottenere risultati concreti per la velocizzazione delle procedure».
Il maltempo ha colpito duramente anche nei paesi, in particolare a Trasacco, dove la violenta pioggia, oltre a distruggere centinaia di ettari di terreni coltivati, ha danneggiato anche numerose strade, chiuse al transito, allegato abitazioni e cantine e divelto tombini. Il sindaco del popoloso centro fucense, Cesidio Lobene, ha adottato una delibera per chiedere alla Regione il riconoscimento di stato di calamità naturale e aperto la strada alle richieste dei cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA