La Lega boccia l’isola pedonale totale dalle 18

18 Giugno 2021

Gli esponenti locali del Carroccio invitano a fare «una sintesi tra le famiglie e le attività commerciali»

L’AQUILA. La Lega boccia l’isola pedonale totale dalle 18. Dice no a «chiusure indiscriminate» e chiede più collegialità nelle decisioni della giunta comunale, in maniera tale da contemperare tutte le esigenze dei vari portatori di interesse. Insomma, la ripartenza del centro storico diventa anche una questione politica. Se è vero che la sicurezza passa anche attraverso una più razionale gestione della viabilità in centro storico (gli interventi delle stesse pattuglie delle forze dell’ordine spesso sono ostacolati proprio dalla sosta selvaggia e dalla massiccia concentrazione di persone che ri riversano a piedi nelle strade e nelle piazze), gli esponenti locali del Carroccio invitano alla cautela.
«Bisogna trovare, al più presto», scrive Francesco De Santis, capogruppo della Lega L’Aquila in consiglio comunale, «una sintesi tra le richieste dei residenti e delle famiglie e le legittime pretese di chi in centro storico ha il sacrosanto diritto di lavorare».
«Chiudere tutto indiscriminatamente alle 18 non ha alcun senso. L’approccio alla pedonalizzazione del centro storico non può e non deve essere ideologico, vanno differenziate le zone e gli orari da imporre: via Garibaldi non può avere le stesse regole di Piazza Duomo. La volontà della Lega è quella di trovare una sintesi: dando per scontata la sacrosanta chiusura del Corso, è necessaria, però, in queste ore una riflessione sulla possibilità di chiudere alle 18 via Garibaldi così da permettere agli esercenti di lavorare in sicurezza, viste le particolari condizioni; per Piazza Duomo, invece, non possiamo non ascoltare le richieste dei commercianti che ci sollecitano la pedonalizzazione non prima delle ore 20».
«Insieme al vicesindaco», conclude il leghista, «stiamo lavorando con le associazioni di categoria e con gli esercenti stessi per trovare la soluzione migliore per questa estate: no a scelte arbitrarie e lontane dalla realtà. Difendiamo il diritto dei lavoratori a riprendere le proprie attività».