La Lega boccia «liste accozzaglia» e accordi con il Pd

20 Aprile 2021

SULMONA. Acque agitate nel circolo della Lega di Sulmona. Dopo l’azzeramento delle cariche da parte del segretario regionale Luigi D’Eramo, sarà un comitato di reggenza a gestire la campagna...

SULMONA. Acque agitate nel circolo della Lega di Sulmona. Dopo l’azzeramento delle cariche da parte del segretario regionale Luigi D’Eramo, sarà un comitato di reggenza a gestire la campagna elettorale che porterà al rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.
Nicola Di Simone, principale sostenitore dell’accordo con il Pd infatti non verrebbe confermato nell’incarico di coordinatore cittadino, anche se negli ultimi tempi sembrerebbe che si sia convinto ad abbandonare il suo progetto per allinearsi alla strategia proposta dai vertici regionali e dall’ex sindaco Fabio Federico. Strategia che prevederebbe la classica coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia con i simboli di partito e non con liste civiche trasversali, come quella di sole donne che avrebbe proposto la presidente Dem Teresa Nannarone all’esponente della Lega Ada Di Ianni. Proposta che la Di Ianni avrebbe rispedito al mittente. «È stato un incontro costruttivo e leale quello avuto con il nostro segretario regionale al quale abbiamo ribadito che il sindaco di Sulmona lo dovranno scegliere i sulmonesi e non gli aquilani o i pescaresi», spiega l’ex sindaco Federico, che dovrebbe entrare a far parte del comitato cittadino di reggenza della Lega insieme a Roberta Salvati e a un altro esponente che non dovrebbe essere Di Simone. «Il nostro candidato sindaco lo sceglieremo in accordo con gli altri due partiti della coalizione di centrodestra, (Forza Italia e Fratelli d’Italia), e per quel che mi riguarda non avrei alcuna remora se si dovesse arrivare all’indicazione di Vittorio Masci come candidato sindaco. Sempre che gli amici di Fratelli d’Italia siano d’accordo a portare avanti il progetto della coalizione classica di centrodestra». «Non credo nel civismo», ha ribadito Federico, «gettarsi in un’accozzaglia di liste senza una precisa identità politica sarebbe pericoloso, perché renderebbe problematico il governo della città». Secondo l’ex sindaco il centrodestra andrà sicuramente al secondo turno per poi giocarsi tutto al ballottaggio. «Il nostro è un progetto alternativo sia ai civici di Andrea Gerosolimo che al centrosinistra», conclude l’ex sindaco, «abbiamo altre radici politiche che non potranno mai conciliarsi con quelle del Pd e soprattutto di Teresa Nannarone». (c.l.)
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