La Lega diventa primo partito: da 26 voti del 2007 ai 2.257 oggi

23 Settembre 2020

Fratelli d’Italia insegue (a distanza). Dimezza le preferenze il Pd, crollo dell’Udc Flop dell’ex consigliere 5 Stelle Ranieri. Male Siamo Avezzano e Fuori centro

AVEZZANO. Sul risultato del primo turno delle amministrative, dove la Lega ha centrato la prima piazza al debutto e il candidato Alfredo Mascigrande ha conquistato la palma di più votato, ha pesato, in primis, la spaccatura della coalizione di centrodestra originata dall’imposizione del segretario provinciale, Tiziano Genovesi, sponsorizzato dal coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, e benedetto da Matteo Salvini: Forza Italia si è messa di traverso, mentre Fratelli d’Italia e Udc, dopo aver tentennato a lungo, e chiesto invano alla Lega di riflettere sulla figura di Genovesi, alla fine si sono accodati. In seconda battuta ha aderito Cambiamo il futuro, il partito del senatore Gaetano Quagliariello. Gli azzurri, invece, con in testa i coordinatori regionale, provinciale e comunale, Nazario Pagano, Gabriele De Angelis e Aureliano Giffi hanno preso le distanze e scommesso sulla presidente di Aciam, Anna Maria Taccone, scesa in campo con 4 liste di centrodestra moderate. Impresa mancata. Forza Italia ha raccolto 1.133 voti, mentre 3 anni fa, con Forza Avezzano, furono 1.548: briciole, comunque, rispetto al maggior competitor, la Lega, che ha conquistato il 12,24 % dei voti: 2.757. Un deciso cambio di passo rispetto al 2007, quando la Lega Abruzzo-Marsica (fu la vera, prima apparizione del simbolo) raccolse solo 26 voti. L’exploit ha proiettato il Carroccio al primo posto delle amministrative lasciando a rispettosa distanza gli alleati della destra: Fratelli d’Italia si è fermata a quota 6,64% con 1.496 voti. Le destre hanno trainato Genovesi al ballottaggio: i due partiti di area centrista, Udc e Cambiamo il futuro, hanno raccolto soltanto gli scarti: l’Unione di centro, che alle amministrative del 2017, conquistò la palma di primo partito della città con il 10% dei voti (2.303) è precipitata fino all’1,51% (340 voti), mentre la lista Cambiamo il futuro del senatore, Gaetano Quagliariello, ha chiuso poco più in alto, comunque, sotto la soglia dei 500 voti (490). Qui, nella lista guidata dal coordinatore provinciale, Lino Cipolloni, ha trovato rifugio l’ex consigliere regionale grillino ed ex candidato alle europee non eletto, Gianluca Ranieri: il cambio di casacca non gli ha portato grande fortuna: l’ex del Movimento 5 Stelle, infatti, ha ottenuto soltanto 54 preferenze.
Il nuovo corso del Partito democratico in coalizione con Mario Babbo, dopo la serie di abbandoni di pezzi pesanti in termini di consensi, come l’ex assessore all’Ambiente, Roberto Verdecchia, l’ex presidente del consiglio comunale, Domenico Di Berardino, l’ex consigliere Ignazio Iucci e altri, è partito decisamente sottotono: il bottino finale per i Dem è stato di 1.046 voti, mentre nell’anno 2.017, quando era in corsa con la coalizione Di Pangrazio, furono 1.970 (7,99%), quasi il doppio. L’apporto di Avezzano viva, la lista che fa riferimento all’ex premier Matteo Renzi, alla causa di Babbo, si è fermato sotto al 2%: 367 voti. Niente partiti nella coalizione guidata dall’ex sindaco Gianni Di Pangrazio: nelle otto liste civiche, comunque, seppur con le bandiere della città e del territorio, hanno trovato casa una lunga serie di scontenti del centrodestra e del centrosinistra.
La corsa alla candidatura che ha portato alla formazione di ben 25 liste con 585 candidati a consigliere comunale ha lasciato molte caselle intatte: decine e decine di candidati, infatti, non hanno ottenuto nessuna preferenza. La peggior performance in termini di liste, invece, è andata a Siamo Avezzano (93 voti, 0,41%), una delle quattro liste in appoggio alla Taccone; mentre Fuori centro in corsa con la coalizione Babbo ha chiuso allo 0,51 (124 voti). (m.s.)
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