La Lega: giù le mani dalla sede aquilana della Corte d’Appello

Il coordinatore Fioravanti replica agli avvocati pescaresi: «In città struttura all’avanguardia per tutta la regione»
L’AQUILA. La questione della sede della Corte d’Appello da trasferire a Pescara, per la Lega, è tutt’altro che aperta. Dal Carroccio arriva un brusco altolà alla posizione espressa dal presidente dell’Ordine degli avvocati pescarese Giovanni Di Bartolomeo, secondo cui il tema emerso al seguito del sisma del 2009 è ancora sul tavolo del confronto.
La rievocazione dei moti del ‘71 all’Aquila sul capoluogo di Regione ha riacceso i riflettori su una vicenda, quella del trasferimento della sede della Corte d’Appello, che ha continuato a covare sotto la cenere negli ultimi 12 anni. Per il coordinatore comunale della Lega Giorgio Fioravanti non c’è alcun dubbio: «La Corte d’Appello non si tocca», scandisce. Un’affermazione perentoria legata ai rapporti tra L’Aquila e Pescara oggi come mezzo secolo fa. «Quando leggiamo rievocazioni di eventi come quello dei moti aquilani del 1971, che stanno particolarmente a cuore alla popolazione del capoluogo, pensiamo sempre a un qualcosa di obsoleto e superato ma, a volte, sembra davvero di trovarci tristemente, di nuovo, al punto di partenza», sottolinea Fioravanti citando appunto il caso della Corte d’Appello e la presa di posizione del presidente Di Bartolomeo.
Il coordinatore del Carroccio ricorda le decisioni contrapposte sulla questione assunte nel 2014 dai consigli comunali dell’Aquila e Pescara. Secondo la Lega però «oggi non ci sono battaglie da combattere, ma territori che vanno rispettati, tutti». Fioravanti fa notare, inoltre, che «sono stati fatti investimenti importanti per ripristinare l’attuale sede, interventi che l’hanno resa all’avanguardia e perfettamente fruibile da tutta la regione». Il coordinatore fornisce anche una chiave di lettura politica della diatriba. «Consci del fatto che ci sarà sempre qualcuno che, per ragioni di spicciolo consenso, farà ricorso a provinciali battaglie campanilistiche», assicura, «ribadiamo che la Lega ragiona diversamente. Ancor di più da quando, a questo partito, è stato conferito il mandato di governare la Regione si è infatti sempre lavorato per unire i territori e per valorizzare nel loro insieme tutte le diverse realtà che vi insistono». Il tema dunque, almeno a sentire Fioravanti, non si pone.
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