La Lega: «Tasse, proroga fino a dicembre»

1 Giugno 2019

I parlamentari D’Eramo e Arrigoni danno l’annuncio: «Noi facciamo parlare i fatti». Ma bisogna attendere il voto dell’aula

L’AQUILA. La Lega porta a casa un risultato tutto politico e mette il sigillo sulla proroga della sospensione delle tasse fino al 31 dicembre 2019. Un traguardo tagliato sul filo di lana, dopo la bocciatura dell’emendamento in commissione, al Senato. Resta da superare l’ultimo scoglio: il voto in aula, tra lunedì e martedì prossimi. Un passaggio che il deputato Luigi D’Eramo e il senatore Paolo Arrigoni danno per scontato.
L’ANNUNCIO. Ieri mattina l’annuncio, in una nota a firma congiunta. «Il via libera da parte del governo per la proroga del pagamento delle tasse sospese dopo il sisma 2009 è arrivato giovedì sera», dichiarano Arrigoni e D’Eramo, «archiviando così la questione del passaggio in commissione bilancio: il parere sull’emendamento è ora positivo. Attendiamo solo l’approvazione da parte dell’aula del Senato». Lo stato di impasse è stato superato con il via libera del ministero dello Sviluppo economico, «che ha garantito la copertura per la proroga della sospensione delle tasse. Ancora una volta la Lega conferma i propri impegni, preferendo lavorare per risolvere i problemi, piuttosto che limitarsi ai proclami sulla stampa», sottolinea D’Eramo. La Lega assicura: «All’inizio della prossima settimana arriveranno tutti gli emendamenti in aula, che hanno ottenuto il parere positivo del governo, compreso quello sulle tasse per le imprese aquilane. Non abbiamo alcun dubbio sull’esito della votazione, che sarà positivo».
«INDISPENSABILE». D’Eramo ha parlato di «proroga indispensabile perché bisogna trattare con un’Europa che, finora, si è comportata da matrigna con il territorio aquilano, non comprendendo affatto la reale situazione di disagio che vivono le nostre imprese. Adesso, con la Lega che ha assunto una leadership a livello europeo, saremo nelle condizioni di far valere, con un peso diverso, le ragioni legate alla partita delle tasse da restituire. Contiamo di poter ottenere il miglior risultato possibile». Risultato che, come chiedono associazioni di categoria e istituzioni locali, coincide con l’elevazione della soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro, così da tirare fuori dall’elenco delle imprese chiamate a restituire somme ingenti, il maggior numero di aziende. La bocciatura dell’emendamento in commissione, prima del passaggio definitivo in aula, aveva provocato la dura reazione delle organizzazioni datoriali: da Cna all’Api, da Confindustria all’Ance si è legato un coro unanime di dissenso contro lo stop dato dal governo. Allarme che, per il momento, è rientrato. Con in tasca la sicurezza di non pagare fino a dicembre, parte il pressing sull’Europa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA