La legge Abruzzo salva-tribunali approda in commissione giustizia

2 Agosto 2021

Domani la discussione messa in agenda da Ostellari (Lega), tentativo dopo lo stop all’emendamento Con questo progetto la Regione è pronta a farsi carico delle spese di funzionamento delle quattro sedi

AVEZZANO. Sarà discusso domani, in commissione giustizia al Senato, il progetto di legge presentato dalla Regione Abruzzo per la salvezza dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. In attesa di poter intraprendere anche altre strade, l’Abruzzo punta sulla proposta votata all’unanimità da tutto il consiglio regionale e presentata il 23 settembre 2020 di cui è primo firmatario il consigliere regionale Simone Angelosante (Lega).
La discussione del disegno di legge è stata messa in agenda dal presidente della commissione giustizia, Andrea Ostellari, dopo quanto accaduto in aula prima del voto di fiducia al maxi emendamento sulla semplificazione della giustizia. All’ultimo momento, infatti, la presidente di Palazzo Madama ha stralciato l’emendamento che doveva “salvare” per altri due anni i quattro tribunali provinciali abruzzesi in attesa di una riforma della geografia giudiziaria. Decisione che ha scatenato una vera e propria rivoluzione nei territori colpiti dai tagli.
LA LEGGE DELLA REGIONE. Il progetto di legge propone modifiche al decreto legislativo numero 155 del 7 settembre 2012 sulla nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero con la Regione Abruzzo pronta a farsi carico delle spese di funzionamento delle quattro sedi provinciali, visto che il ministero può autorizzare gli Enti locali ad assumersi l’onere delle spese non giuridiche. Proposta approvata all’unanimità da tutte le forze politiche che prende spunto dai suggerimenti degli ordini forensi e va oltre la proroga, verso la salvezza definitiva. Sulla questione si era espresso anche il governatore Marco Marsilio che all’indomani dello «sgarbo all’Abruzzo e alla democrazia» aveva detto: «Pretendiamo che il parlamento esamini il disegno di legge proposto dal consiglio regionale e se il caso abruzzese dovesse riaprire la discussione dei tribunali soppressi saremmo onorati di aver fatto da apripista».
LE ALTRE SOLUZIONI. Si continua a lavorare anche su altri fronti. L’emendamento trasversale in favore della proroga di due anni, fino a settembre 2024, dovrebbe essere riproposto sotto forma di progetto di legge, presentato dagli stessi parlamentari, direttamente in commissione deliberante senza passare per l’aula parlamentare. Una strada ritenuta più sicura e meno insidiosa dagli addetti ai lavori che la Regione sta cercando di percorrere anche alla luce della telefonata intercorsa tra Maria Elisabetta Alberti Casellati e Marco Marsilio. In ultima istanza, dopo la pausa estiva, l’emendamento potrebbe essere agganciato ad un altro provvedimento, meglio se relativo alla proroga.
MA LA BATTAGLIA CONTINUA. Il secco “no” del Governo non ferma la battaglia per la salvaguardia della giustizia di prossimità in Abruzzo dove si continua a lavorare in cerca di una soluzione che possa far cadere il veto imposto dalla guardasigilli Marta Cartabia e, forse, anche dal Quirinale. Non sono disposti a deporre le armi, infatti, né gli amministratori né gli avvocati.
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