La “Madonna che scappa” a settembre

La Santa Sede indica la data dopo l’estate, ma l’ultima parola spetterà al vescovo di Sulmona
SULMONA. Le processioni e i riti tradizionali della Pasqua, quali la Madonna che scappa in piazza, potrebbero slittare a settembre. Almeno questo è l’indirizzo contenuto nel decreto emanato dal cardinale Robert Sarah, prefetto per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti della Santa Sede. La «messa crismale», quella di solito celebrata la mattina del giovedì santo, potrà essere rinviata e nella messa «in coena Domini» non ci sarà la lavanda dei piedi. Invece, stando al decreto del cardinale, le processioni e le altre espressioni di pietà popolare della Settimana Santa e del Triduo pasquale «potranno essere rimandate in altri giorni convenienti». E toccherà ai vescovi dare indicazioni, concordate con la Conferenza episcopale, affinché nelle chiese, pur senza la partecipazione fisica dei fedeli, lo stesso vescovo e i parroci celebrino i misteri liturgici del Triduo pasquale, avvisando i fedeli dell’ora d’inizio in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. In questo caso i vescovi faranno ricorso ai mezzi di comunicazione telematica in diretta.
Relativamente alle espressioni di pietà popolare e alle processioni che arricchiscono i giorni della Settimana Santa e del Triduo pasquale, il cardinale Sarah specifica nel decreto che «queste, a giudizio del vescovo diocesano potranno essere trasferite in altri giorni, ad esempio il 14 e 15 settembre».
Ma il vescovo di Sulmona Michele Fusco, dopo aver ha accolto con favore il decreto emesso dalla Santa Sede riguardo ai riti tradizionali della Settimana Santa precisa che le due date indicate potranno essere oggetto di variazione. «Quel decreto vale per la Chiesa universale e indica la data del 14 e 15 settembre per quei riti», spiega il vescovo Fusco, «ma molto probabilmente già in settimana è attesa una decisione della Conferenza episcopale italiana che potrebbe indicare date diverse adeguate al contesto nazionale».
Anche se per il momento è difficile prevedere i tempi della fine dell’emergenza coronavirus dalla quale dipende ogni decisione. Invece, la data indicata dal decreto del cardinale Robert Sarah non ha suscitato grossi entusiasmi nei sodalizi sulmonesi Trinitari e Lauretani che preferirebbero date più ravvicinate, magari prima dell’estate. (c.l.)
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