La Madonna scapperà ancora a porte chiuse

30 Marzo 2021

Il rito di Pasqua nella chiesa di Santa Maria della Tomba, come nel 2020: scelta di prefetto e vescovo

SULMONA. La Madonna scapperà ancora una volta a porte chiuse. Lo hanno deciso il prefetto Cinzia Torraco e il vescovo di Sulmona, Michele Fusco, nella riunione in remoto tenuta ieri pomeriggio in cui sono stati definiti i dettagli delle manifestazioni che si terranno nel corso della Settimana santa. La decisione di non far entrare persone in chiesa è stata presa principalmente per non creare discriminazioni tra i fedeli che potranno assistere tranquillamente da casa, in diretta streaming, alla breve corsa della Madonna lungo la navata centrale della chiesa di Santa Maria della Tomba. All’interno della chiesa ci saranno non più di trenta persone tra figuranti impegnati nella sacra rappresentazione, rappresentanti istituzionali e giornalisti accreditati chiamati a raccontare e a documentare l’evento. Per non intralciare i preparativi e il regolare svolgimento della corsa, il vescovo, insieme ai parroci don Ramon Peralta e don Gilberto Uscategui, hanno scelto di celebrare le messe della mattina di Pasqua, la prima alle 10, nella chiesa della Madonna del Carmine, e l’altra alle 11, nella chiesa dell’Annunziata. Poi a mezzogiorno in punto ci sarà la corsa della Madonna. Per quanto riguarda il Venerdì santo si inizierà alle 17, con l’adorazione della croce nella chiesa dell’Annunziata per poi celebrare la via Crucis, anche in questo caso a porte chiuse, nella chiesa della Trinità e alla presenza del vescovo e del parroco don Gilberto oltre che, naturalmente, del sindaco Annamaria Casini e del direttivo dell’Arciconfraternita trinitaria. Tutte le manifestazioni si svolgeranno tenendo conto dei paletti imposti dal Dpcm, anche se le decisioni saranno di esclusiva competenza dell'autorità religiosa, in considerazione che si svolgeranno tutte all’interno dei luoghi sacri. «La decisione di far svolgere sia la via Crucis che la Madonna che scappa in piazza a porte chiuse, mi ha spiegato il vescovo», afferma il sindaco Annamaria Casini, «è stata presa esclusivamente per non scontentare nessuno. Non si potevano fare discriminazioni e se le porte della chiesa fossero rimaste aperte sarebbe stato oltremodo molto difficile controllare l’accesso all’interno ma soprattutto il probabile assembramento che si sarebbe creato in piazza Plebiscito». (c.l.)