La maestra di sostegno non c’è: alunno autistico salta la scuola

Disavventura per un bimbo marsicano e la madre: «Costretta a riportarlo a casa, quanta amarezza» Oggi la preside dell’istituto fa arrivare un’insegnante, ma si tratta di una soluzione temporanea
AVEZZANO. Bimbo autistico di tre anni arriva a scuola e non trova l’insegnante di sostegno che dovrebbe occuparsi di lui. L’episodio, che ha lasciato l’amaro in bocca alla mamma di 28 anni, è accaduto ieri in una scuola della Marsica. Il bambino frequentava l’asilo nido e a maggio la famiglia, d’intesa con i terapisti che lo seguono e gli insegnanti, ha deciso di iscriverlo alla scuola per l’infanzia. La mamma, che ben conosce la patologia del figlio e il suo modo di comportarsi nelle diverse situazioni, ha deciso subito di richiedere l’insegnante di sostegno per fare in modo che alla ripresa delle lezioni non ci fossero problemi.
«Quando ho fatto l’iscrizione a maggio mi sono attivata per fare in modo che gli venisse affidata un’insegnante di sostegno», conferma, «mio figlio ha la 104, ha un autismo moderato e un ritardo nella crescita. Gli spetta l’assistenza scolastica e il sostegno. Dieci giorni fa ho contattato la scuola chiedendo di incontrare le insegnanti per spiegargli la situazione prima che loro si rapportassero con gli specialisti che lo seguono. Volevo anticipare un po’ di cose e mi è stato assicurato per telefono che mi avrebbero richiamato. Poi però non ho sentito nessuno. Quando questa mattina (ieri per chi legge) ho portato il bambino dopo la terapia a scuola ho scoperto che non c’era nessuna insegnante di sostegno per lui». La mamma e il piccolo sono arrivati a scuola convinti di poter conoscere la docente e iniziare l'inserimento. In realtà non c’era nessuno ad attenderli. «La maestra che mi ha accolto mi ha subito riferito che l’insegnante di sostegno non c’era, di fatto nessuno l’aveva nominata», continua la 28enne, «mio figlio ha sentito gli altri bambini e voleva rimanere, ma questo per lui sarebbe stato deleterio e l’ho dovuto portare via a malincuore. Nessuno mi ha saputo dire perché non c’era la maestra che doveva occuparsi di lui, poi la preside mi ha contattato e mi ha rassicurato dicendomi che domani (oggi per chi legge) ne farà arrivare una da un’altra scuola. Non si tratta però di un’insegnante a lui affidata, ma di una soluzione provvisoria e questo creerà problemi perché se mio figlio si abitua, quando arriverà la maestra che lo affiancherà definitivamente, bisognerà ricominciare da capo. Al nido non ho mai avuto problemi ed ero tranquilla quando lo lasciavo, questa è stata la prima situazione in cui ho capito che mio figlio è diverso». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

