La mafia e Sciascia spiazzano gli studenti in attesa di Greta

Primo giorno di maturità anche alle superiori di Avezzano: «Le tracce? Preparati su tutt’altro, difficoltà iniziali»
AVEZZANO. Alla fine Greta e le sue battaglie sull’ambiente non hanno attecchito alla maturità 2019. Se l’aspettavano anche i maturandi marsicani, avevano studiato e si erano preparati su uno degli argomenti più d’attualità dell’anno. Ma hanno dovuto “ripiegare” sull’analisi del testo di Leonardo Sciascia, sul tema dedicato alle “Istruzioni per l’uso del futuro” e sulla riflessione critica incentrata sulla mafia partendo da un testo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ad Avezzano, dopo il successo della Notte prima degli esami, con una piazza Risorgimento gremita, i ragazzi sono moderatamente ottimisti. «Le tracce non erano quelle che ci aspettavamo», confessano Alessia Severini e Carola Carpineta del Liceo Classico, «ci eravamo preparate per tutt’altro. Abbiamo scelto la tipologia B dedicata alla tecnologia e la tipologia C sulla mafia perché erano i più fattibili». Al Liceo Croce l’entusiasmo è poco. «Ci aspettavamo Greta e l’ambiente e invece niente», precisano Ilaria Rossi, Giorgiana Minea, Lara Paolini, Alessandra Ciaprini e Alessandro Di Girolamo, «erano molto meglio le tracce delle simulazioni, diciamo che rispecchiavano i nostri programmi. Alla fine abbiamo scelto la tecnologia e il patrimonio». Oggi la seconda prova scritta che varia da istituto a istituto. Molti studenti hanno espresso perplessità anche per l’analisi del testo di Giuseppe Ungaretti che non compariva nel toto-tracce delle ultime ore. Mattia Stati, Carlo Piacente, Jacopo D’Amore, Valerio D’Amore, Chiara Di Sano e Sara Tabacco del Liceo Scientifico si erano preparati su diversi testi di letteratura, ma nessuno è stato proposto. «Ci immaginavamo qualche riflessione di carattere filosofico e dei testi da analizzare molto attuali», evidenziano, «c’è stata qualche difficoltà iniziale». All’Industriale i ragazzi che hanno consegnato la prima prova con un’ora d’anticipo si sono fermati a commentare. «Avevamo puntato tutto su Leopardi e invece abbiamo trovato Ungaretti», affermano Francesca Nanni, Rita Martellone, Matteo Retico, Ilaria Marcaulerio, Nicholas Di Michele, Domenico Morgani e Mirko Prosia, «abbiamo scelto la tipologia sulla mafia, ma anche quella sul patrimonio artistico e sul nucleare».
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