La maggioranza diserta, salta la seduta

Rinviato l’aumento della Tari in consiglio, ma la minoranza è critica: si dovevano spiegazioni alla città
L’AQUILA. Solo dodici consiglieri presenti in aula, tutti di opposizione, e così la seduta del consiglio comunale che doveva occuparsi del nuovo aumento della Tari è saltata per mancanza del numero legale. È accaduto esattamente quanto ci si attendeva, con il sindaco Cialente che si è affacciato in aula, ma solo per una sbirciatina. Circostanza che i consiglieri dei gruppi di minoranza hanno stigmatizzato nel corso di una conferenza stampa non tanto per quanto riguarda la sostanza, ma la forma. «Uno spettacolo indecoroso», ha esordito Guido Quintino Liris, «come è indecoroso il modo in cui la maggioranza ridicolizza la città». Anche Emanuele Imprudente ha parlato di «spettacolo», solo che lo ha definito «agghiacciante. Sarebbe stato intellettualmente molto più onesto se il sindaco avesse aperto la seduta e spiegato cosa sta succedendo». Per Giorgio De Matteis, «quello che è successo è imbarazzante. Se tutto questo è successo perché non sono ancora arrivati i soldi del governo per ripianare il bilancio, è perché Cialente regge una maggioranza sgangherata, che non ha alcuna aderenza a Roma. Altrimenti tutto questo non sarebbe accaduto». Luigi D’Eramo ha evocato la «serie infinita di insuccessi e fallimenti, che non sono frutto di incapacità singole, ma del Pd. Cialente, ormai, è la preistoria della politica». Daniele Ferella ha parlato di «mortificazione del consiglio comunale. Il sindaco è entrato sorridendo, solo per rimarcare la sua assenza. Mi auguro che stavolta la diffida del prefetto arrivi puntuale, il primo agosto, perché bisogna farla finita con questa giostra».
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