La Medibev imbottigliata dalla burocrazia

Slittano le autorizzazioni per acqua minerale e assunzioni. Tiozzo: «E poi ci dicono di investire in Italia»
SULMONA. Continua a slittare l’imbottigliamento di acqua minerale alla Medibev. La Mediterranea bevande del gruppo Refresco, che ha rilevato il sito della ex Campari, già l’estate scorsa doveva iniziare a imbottigliare l’acqua sulmonese trovata in un pozzo all’interno dello stabilimento. La burocrazia, invece, continua a dettare i tempi a una delle poche realtà produttive importanti rimaste in città. Conferma lo slittamento delle operazioni Tullio Tiozzo, giovane manager del Gruppo con base nello stabilimento di Caslino al Piano (Como). «Purtroppo stiamo aspettando da più di un anno», denuncia l’imprenditore, «e le pratiche continuano ad accumulare ritardo. E poi dicono di dover investire in Italia, ma purtroppo con gli infiniti ritardi della burocrazia e le tasse diventa difficilissimo».
L’azienda, dopo aver ottenuto un prima via libera dalla Regione a giugno del 2014, contava di partire con l’imbottigliamento entro l’estate 2015, come avevano annunciato a marzo i vertici europei in visita in città. Secondo l’ultimo cronoprogramma, infine, le bottiglie di acqua minerale sulmonese sarebbero dovute essere in produzione da questa estate. Obiettivo non raggiunto anche questa volta per via delle solite e infinite lungaggini burocratiche, con le pratiche autorizzative che si perdono fra i vari uffici e enti competenti. A breve la Regione dovrebbe pubblicare il bando pubblico per il via libera all’imbottigliamento, come la legge prevede. Dalla pubblicazione del bando, però, dovranno passare altri sei mesi. E così anche le assunzioni non si faranno. Il gruppo, con cinque stabilimenti in Italia e in Inghilterra (altri si trovano in Belgio, Olanda, Germania, Francia, Polonia, Finlandia e Benelux), continua a scommettere in Centro Abruzzo. Rappresentando una delle poche eccezioni fra i capannoni fantasma della zona industriale, l’azienda ha già all’attivo tre linee di produzione (lattine, vetro e pet) e viaggia sui 280 milioni di pezzi all’anno. Da aprile del 2013, infatti, quando è stata riavviata la produzione, su viale del Commercio è tornato il via vai dei camion. Si è partiti con le lattine, a cui si sono aggiunti in seguito vetro e plastica (coi diversi formati pet), per un investimento di circa 11 milioni. A regime lo stabilimento produce 300 milioni di pezzi all’anno. Numeri e somme che hanno portato nel primo anno e mezzo alla riacquisizione di 40 persone, una quindicina della ex Campari, poi salite a 60, con assunzioni a termine per la nuova linea. Nuovi posti di lavoro dovrebbero arrivare dall’acqua minerale. Refresco, multinazionale specializzata in bevande e succhi di frutta, punta a rafforzare la sua presenza nel Centro-sud Italia e da qui l’acquisto a novembre 2013 del sito ex Campari, chiuso da settembre 2007.
Federica Pantano
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