La Meloni “benedice” Biondi: «È il sindaco per la ricostruzione»

25 Aprile 2017

La leader di Fratelli d’Italia-An: lo ricordo quando scavava con le mani tra le macerie. E Cialente invece ha fallito

L’AQUILA. «Il 6 aprile del 2009 trovai un sindaco che scavava a mani nude fra le macerie. Ecco, l’Italia ha bisogno di sindaci così». La leader di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni, benedice così la candidatura a sindaco del centrodestra dell’ex sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, con cui è legata da un rapporto di amicizia e di appartenenza politica che ha avuto un suggello particolare con il terremoto che ha distrutto Villa Sant’Angelo, Comune che ha pagato uno dei tributi più alti di vittime alla tragedia di otto anni fa. Meloni è stata accolta ieri in una sala gremita a palazzo Fibbioni, dove è arrivata insieme a Biondi alle 11.30 in punto. Solita verve, fasciata in una lunga maglia color rosa pastello, la bionda Meloni ha calcato la scena con il suo accento romanesco. «Io tifo per la Roma, vengo dalla Garbatella», ha detto scherzando con i cronisti nella sala “Cesare Rivera”. Al fianco della Meloni e di Biondi anche il coordinatore regionale del Lazio e il segretario amministrativo nazionale Fdi-An, Marco Marsilio, e poi i coordinatori regionali del partito Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra e il portavoce cittadino, Michele Malafoglia. Ma in platea anche tanti professionisti e altri esponenti politici di centrodestra, tra cui Giorgio De Matteis e Carla Mannetti da poco confluiti in Fratelli d’Italia. Tranciante il giudizio della Meloni – che prima di lasciare la città ha passeggiato in centro storico – sull’operato dell’amministrazione Cialente. Giudizio enfatizzato dalla campagna elettorale che le ha fatto dire che «la ricostruzione è del tutto ferma al palo, tutto resta come nel 2009, e ne sono responsabili soprattutto il Comune e il centrosinistra aquilano», ha sottolineato la Meloni. Per la quale «le risorse stanziate sono state tante ma non ben spese dai governi di centrosinistra a livello locale e regionale». Ci vuole, per la leader di Fd’I-An, un cambio di passo deciso. «All’Aquila c’è adesso un progetto politico di rinascita e ripartenza», ha detto riferendosi al programma di centrodestra, «che si fonda su una coalizione ampia e compatta e su una persona giovane e capace come Biondi, un sindaco simbolo del terremoto, che ha dimostrato di saper ben amministrare». Un sindaco che potrebbe cambiare passo, rompere col passato, segnare il cambiamento. Cambiare passo è necessario per L’Aquila, «città simbolica, che ha bisogno di tantissimo lavoro e di un sindaco che ami la suaa terra».

Biondi non ha perso l’occasione per tornare ad attaccare il centrosinistra sul bando regionale “Fare Centro”, presentato ieri quasi in concomitanza con la conferenza stampa a palazzo Fibbioni. «Si presenta un’iniziativa che dovrebbe rappresentare un momento di speranza per tutta la città e che invece ha attaccato addosso la patente del Partito democratico. Non è vero che noi non vogliamo il ritorno delle attività in centro storico», ha detto Biondi, «ma vorremmo sapere come si possa chiedere a commercianti e professionisti di tornare in centro senza un piano parcheggi. Spieghino perché il centro, nelle ore notturne, è in balìa dei vandali nonostante le risorse stanziate (e non usate) per la videosorveglianza».

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