La memoria “dimenticata”
di GIUSTINO PARISSE Cancellare la memoria è uno sport molto diffuso. L’episodio accaduto a Lucoli è l’ulteriore segno di un imbarbarimento che va oltre il caso singolo magari frutto della mente...
di GIUSTINO PARISSE
Cancellare la memoria è uno sport molto diffuso. L’episodio accaduto a Lucoli è l’ulteriore segno di un imbarbarimento che va oltre il caso singolo magari frutto della mente malata di personaggi in cerca d’autore.
Ma si commetterebbe un grosso errore se si sottovalutassero questi segnali. Oggi si tende a dimenticare tutto: i milioni di morti nelle guerre antiche, recenti e contemporanee, la lotta partigiana, le stragi di Stato, le ingiustizie fuori e dentro le aule dei tribunali. E si potrebbe continuare a lungo. Fidatevi, ho la netta sensazione che anche i morti del terremoto dell’Aquila stiano diventando un pallido ricordo. Confesso che quando mi capita in pubblico o in privato di parlare del dolore di chi sette anni fa ha perso tutto (e non mi riferisco ai beni materiali) sento una sorta di fastidio che si nutre di becero pietismo. Certo non tutti vanno a sfasciare le lapidi. Ma magari non se ne scandalizzano più di tanto.

