La minoranza: le frazioni in abbandono

Albano, Palumbo e gli altri consiglieri chiedono un’assise civica «per discutere i tanti problemi»
L’AQUILA. Frazioni abbandonate dall’amministrazione comunale, come Sassa, Roio, Paganica. L’attacco arriva dal segretario comunale del Pd, Stefano Albano, che, in qualità di consigliere comunale, si è fatto promotore, insieme al capogruppo Stefano Palumbo, della richiesta di un consiglio comunale ad hoc, sottoscritta anche dagli altri consiglieri di opposizione.
«Vogliamo discutere della situazione di degrado di cui soffre Sassa. La richiesta di consiglio giace inevasa, avendo ormai oltrepassato il termine legale di venti giorni entro cui andrebbe data una risposta. È evidente l’intento di questa amministrazione», scrive Albano, «di sfuggire alla discussione, perché le problematiche di Sassa metterebbero in luce a cascata quelle di cui soffrono tutte le altre frazioni, abbandonate dall’amministrazione nonostante le promesse della campagna elettorale di un anno e mezzo fa, e nelle quali alla piaga della ricostruzione immobile si aggiungono quelle del degrado e della marginalità. Basti qualche esempio. A Sassa la viabilità è allo stremo e le richieste di cittadini in questo ambito, raccolte attraverso un percorso partecipativo, sono ignorate. Manca la raccolta differenziata, non esiste la depurazione del sistema fognario e non si affronta il problema relativo agli edifici abbandonati: tra questi, la scuola media di Sassa Scalo, sulla quale non vengono prese in considerazione nemmeno in questo caso le idee dei cittadini, che propongono un parco».
«A Roio», aggiunge Albano, «sono a disposizione da quando è insediata questa amministrazione, e grazie all’impegno della precedente, 500mila euro per il cimitero, per la sistemazione e la realizzazione di nuovi loculi. Sono fermi. Per Paganica è sufficiente l’ironica lettera a Babbo Natale con cui il presidente dell’Asbuc ha denunciato appena qualche settimana fa i guai di una frazione che, come le altre, è allo stremo: si va dalla realizzazione della caserma dei carabinieri, del cui percorso non si ha notizia, al sito della scuola media, al decoro e alla fruizione della Villa Comunale e del Centro civico, per arrivare alla mancanza del campo di calcio, che si aggiunge alla totale assenza di un luogo di aggregazione sociale. Solo per citare alcune delle questioni. Ad Arischia», conclude Albano, «è andata in scena una vera e propria opera di distrazione, con l’annuncio dell’approvazione di determine utili ad accelerare la ricostruzione, ma che non hanno prodotto alcun effetto».

