La “Montanina” torna a piazza IX Martiri dopo il restauro

18 Settembre 2018

L’opera sarà di nuovo posizionata al centro della fontana Cerimonia sabato prossimo su iniziativa del Rotary club

L’AQUILA. Il Rotary club L’Aquila con una cerimonia che si terrà sabato alle 11,30 in piazza IX Martiri, restituirà alla città la “Montanina” ovvero la scultura bronzea datata 1929 opera del famoso scultore Nicola D’Antino, autore anche di altre statue presenti in città tra cui quella della Fontana Luminosa. L’opera, posta al centro della fontana che abbellisce piazza IX Martiri, torna al suo posto completamente restaurata così come l’intero complesso monumentale.
«Abbiamo inteso far tornare a nuova vita un pezzo di memoria e di storia della nostra città. Un segnale di vicinanza e di ottimismo per tutti gli aquilani», dice Rossella Iannarelli, presidente del Rotary club L’Aquila. Dopo i danni del terremoto, la notte del 12 maggio 2013 la statua, oggetto di un tentativo di furto, fu ritrovata quasi completamente scollata dal proprio basamento. Successivamente fu “portata in salvo” da carabinieri e vigili del fuoco e trasportata in un deposito all’interno del Castello cinquecentesco.
Il progetto di restauro è del Rotary club L’Aquila che ha guidato una cordata che vede sostenitori dell’iniziativa anche i club Rotary di Lincelles (Francia) e di Mariemont (Belgio), della Fondazione Carispaq e della ditta Gavioli che hanno contribuito al finanziamento delle opere. Il restauro della “Montanina” è stato guidato dagli esperti della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Aquila.
Alla cerimonia di riconsegna dell’opera d’arte saranno presenti le maggiori autorità cittadine e naturalmente l’invito a partecipare è esteso agli aquilani tutti. Molti si sono domandati l’origine del nome “La Montanina”. Una delle ipotesi è quella “romantica” e fa risalire tale appellativo ad un componimento poetico di Dante: la cosiddetta “canzone montanina“ che ricorda un amore di Dante che nasce per una donna incontrata fra gente montanara del Casentino lungo l’Arno.
La statua dello scultore Nicola D’Antino, costruita nel 1929, è ubicata nella piazza che ricorda l’eccidio dei nove giovani da parte dei nazisti avvenuto il 23 settembre del 1943. Questo drammatico evento fu tenuto nascosto e solo il 14 giugno del ’44 furono ritrovati i resti dei giovani e subito dopo, il 18 giugno, la piazza cambiò nome. Il nome precedente ricordava il 28 ottobre, ricorrenza della marcia su Roma del 1922. Non è quindi un caso che si sia voluto intestare quella piazza a giovani eroi che avevano cercato di contrastare la presenza tedesca all’Aquila. La fontana e la statua subirono danni dal terremoto e furono sottoposte, dopo il sisma, ad atti vandalici e a un tentativo di furto nel maggio del 2013 per cui fu deciso di custodirla all’interno della fortezza spagnola. «La fontana e la statua», si legge nella nota del Rotary, «nella loro originaria bellezza sono state restaurate grazie alla ditta Gavioli».
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