La musica “Trap” invade le sale della conca aquilana

Il dj Francesco Grande: non si può prescindere dal ritmo oramai tutti i ragazzi lo chiedono e non possiamo ignorarli
L’AQUILA. Una volta, fino a poco tempo fa, quando sentivi parlare di “Trap” ti veniva in mente il catenaccio, oppure espressioni variegate come “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” e “non mettiamo il carro davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro”.
Quando oggi si sente parlare di “trap” la mente va invece a un fenomeno di rottura (sta a chi legge assegnarne un’accezione positiva o negativa) che ha fatto breccia nella musica dei teenager anche dalle nostre parti.
Sfera e basta, Achille Lauro o Young Signorino continuano a collezionare visualizzazioni su visualizzazioni nelle piattaforme online come Youtube.
Una realtà che tristemente si propone come l’unica alternativa alla macchina sforna-talenti dei vari X-Factor, The voice e via dicendo: la trap può prescindere dai circuiti delle major e proporsi come realtà dal basso, come – fatte le dovute (dovutissime) proporzioni – il punk.
«Non puoi prescindere dalla trap», valuta Francesco Grande, dj e anima del venerdì targato Bambola, all’ex Be One. «I ragazzi vogliono quei pezzi, li chiedono e talvolta mi tocca ricordare loro che il dj non è un juke box. Però quello della trap è un genere che non si può ignorare».
Un fenomeno diffuso a tal punto che Wired, la webzine sulle innovazioni, si è presa la briga di realizzare un piccolo manuale.
«Rispetto al rap», si legge nella pagina web, «il beat è molto più spinto, accelerato. E, soprattutto, è spesso fatto di basi elettroniche, sintetiche. È una musica fatta con molto autotune sul cantato, con ritornelli ad effetto. Rispetto all’hip hop, però, non ha la carica di rottura che aveva, e spesso ancora ha, quella musica. Tranne in alcuni casi, non è una musica di protesta. E spesso non ha neanche la vitalità e la creatività di quel tipo di musica».
Il tempo di solito è tra i 120 e i 140 bpm.
«Un’altra cosa che accomuna gli esponenti della trap è il fatto di sentirsi artisti solitari», si legge ancora su Wired. «Il mondo dell’hip-hop è sempre andato in un’altra direzione. C’erano le Posse, collettivi espressione dei centri sociali. Ma, al di là di quelli, gli artisti rap erano, e sono, quasi sempre riuniti in crew, squadre, tutti per uno e uno per tutti, spesso contro il sistema. Nella trap a dominare invece è l’aspetto egocentrico, l’affermazione di sé, del proprio successo, del saperci fare e del poter dire di non aver contato su nient’altro che il proprio canale Youtube».
Il trap, dunque, spopola anche nelle discoteche della conca aquilana.
CHOCOLATE NIGHT. Un omaggio al gusto della notte quello proposto dallo staff di Happy Day Events al Moon village del Novecento10. Alla consolle Lorenzo Baglioni e Luca Zappelli, con la voce di Stefano Sabatini a scandire il tempo.
Successo, la scorsa settimana, della serata che ha visto per ospite l’attore Paolo Conticini.
GUERNICA. Doppio appuntamento per il locale situato a Pizzoli, che sabato prossimo propone un omaggio all’arte circense.
Mentre la prossima settimana – il primo dicembre – si prepara a ospitare Idriss D HH, che porta dalle nostre parti il suo album.
Una serata che si annuncia di interesse per gli amanti del genere (foto fornite da emmedielle).
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