La nuova giunta all’esame del consiglio

8 Marzo 2019

Comune, tensioni svanite nel Pd ma l’opposizione in un manifesto parla di inciucio ai danni della città

SULMONA. Primo banco di prova per la neonata giunta che questa mattina sarà chiamata a illustrare programmi e obiettivi in consiglio comunale.
Dopo i primi giorni di burrasca sulle presunte incompatibilità, tutte risolte positivamente, sembra che il clima all’interno del nuovo esecutivo si stia normalizzando. Così come quello all’interno del Partito democratico che ritrova sufficiente coesione attorno all’accordo stipulato con il sindaco Annamaria Casini e la coalizione civica che ha portato alla nascita della nuova giunta. Anche i vertici regionali dei Democratici che avevano contestato l’accordo, sembrano aver digerito il boccone amaro tanto che il previsto incontro di questa sera a Pescara è stato rimandato a data da destinarsi in attesa della elezione del nuovo segretario regionale che sarà designato nel corso del congresso di partito. Gli unici che continuano a manifestare il proprio dissenso per la neonata giunta sono i gruppi di opposizione che però, non sembrano più coesi e convinti come i primi giorni. In un nuovo manifesto che contesta l’accordo Casini-Di Masci, di cui la città è tappezzata, tra i firmatari non compare più il simbolo di Avanti Sulmona, sostituito da quello di Azione Politica, mentre quello della Lega è stato “personalizzato” dall’ex sindaco Fabio Federico, coordinatore territoriale, il quale non ha avuto l’autorizzazione dai vertici regionali, all’uso del simbolo tradizionale con la scritta “Lega per Salvini”, cosicché è sparita anche la classica immagine di Alberto di Giussano.
Nel manifesto dal titolo “giunta-truffa”, i gruppi di opposizione accusano il nuovo esecutivo di essere “frutto di un vero e proprio inciucio perpetrato ai danni dei cittadini sulmonesi, ostaggio ormai di personaggi senza scrupoli. La giunta è nata da interminabili trattative tra ben noti personaggi della politica cittadina, che sulla pelle di Sulmona, stanno portando a termine un’intollerabile operazione spartitoria”. Sul fatto di aver evitato il commissariamento del Comune i gruppi di opposizione ritengono che la città abbia già sfiduciato il sindaco Casini «invitandola ad abbandonare un incarico evidentemente troppo impegnativo per le sue capacità». (c.l.)
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