La Perdonanza attende l’Unesco

4 Agosto 2015

Cresce l’attesa in città per il riconoscimento dell’evento come patrimonio immateriale dell’umanità

L’AQUILA. Mancano una ventina di giorni all’avvio,con l’accensione del tripode davanti alla basilica di San Bernardino, della 721esima Perdonanza celestiniana, il primo giubileo della storia reso possibile da Papa Celestino V nel 1294. E mancano poco più di quattro mesi per poter sciogliere il nodo sul riconoscimento della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. Intanto il Comune è in affanno per la messa a punto del programma della grande manifestazione religiosa aquilana. Ieri mattina il responsabile del Comitato Perdonanza, Afredo Moroni, ha incontrato la stampa per raccogliere suggerimenti e dare le prime indicazioni su come coordinarsi con telecamere e macchinette fotografiche, senza intralciare il cammino dei figuranti e dei rappresentanti delle istituzioni. Soltanto nei prossimi giorni verranno, invece, resi noti, i nomi della dama della bolla e del giovin signore. Il tema sul quale è incentrata quest’anno la Perdonanza (l’integrazione) è alla base di uno patto che avvicina L’Aquila a Sulmona, nel nome di Celestino V. L’edizione di quest’anno assume un significato particolare proprio in vista del pronunciamento dell’Unesco. L’iter del riconoscimento può essere seguito anche sul sito del prestigioso organismo, sul quale si legge che l’esame della richiesta di iscrivere la Perdonanza nell’elenco del patrimonio immateriali dell’umanità (che avverrà in Namibia durante 10 giorni di lavoro fitto) è stata calendarizzato nella seconda metà di novembre. La Perdonanza è la candidatura dell’Italia, arrivata dopo anni di lavoro degli organismi preposti a seguire l’iter. A questo punto, sulla scorta di quanto avvenuto in passato, il percorso sembra ormai delineato. Insomma, il risultato positivo sembra ormai scontato anche alla luce di quanto finora dichiarato da chi conduce la trattativa con l’Unesco: la Società geografica italiana (che ha curato tutto l’iter), la delegazione italiana dell’Unesco presieduta dal professor Giovanni Puglisi, il ministero degli Esteri e il Comitato promotore presieduto dal professore Sabatini. «L’affiancamento del brand Unesco è in grado di aumentare la visibilità di un evento fino al 90%», spiega Salvatore Santangelo (L’Aquila che rinasce) tra i promotori dell’iniziativa, «quindi si tratta, per usare un termine americano, di un “booster”, un acceleratore fortissimo di visibilità e di autorevolezza». (m.g.)

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