La periferia cambia volto

Arrivano 18 milioni per una riqualificazione con piste ciclabili e centri sociali
L’AQUILA. Ricucire le relazioni interrotte dal terremoto. Questo il filo conduttore del progetto “Connecting city, Connecting people”, presentato dal Comune dell’Aquila nell’ambito del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia. Un bando della presidenza del Consiglio dei ministri che porta nelle casse del Comune 18 milioni di euro per un sistema integrato di interventi che verranno realizzati entro il 2020.
Ieri la presentazione a palazzo Fibbioni affidata alla dirigente del settore ricostruzione pubblica, Enrica De Paulis, che ha curato il progetto. Un lavoro, realizzato con il coinvolgimento del settore Politiche sociali, che si è avvalso della collaborazione dell’Università, di Actionaid e di ViviamolAq. «Il terremoto» ha esordito De Paulis, «ha mutato l’assetto insediativo dell’Aquila. Le periferie sono diventate affollate e non in grado di rispondere alla crescente domanda di collegamenti, servizi e qualità urbana. In questi anni abbiamo perso tutte le relazioni sociali, umane, professionali, culturali. Abbiamo lavorato a questo progetto, e lo abbiamo fatto in tempi molto stretti, pensando a una serie di obiettivi: dalla riconnessione del tessuto urbano disperso e frammentato, alla riqualificazione delle periferie; dal riutilizzo degli edifici residenziali, realizzati per l’emergenza post-sisma, alla riqualificazione urbana e sociale del quartiere di edilizia residenziale pubblica a San Gregorio».
Quattro nel dettaglio i filoni di intervento. Si comincia con il “Biking to school” , ovvero la realizzazione di una ciclopedonale il cui tracciato è stato studiato per collegare efficacemente tra di loro le principali strutture scolastiche e universitarie, oltre che altri poli attrattori situati in zone densamente abitate. Un tracciato che percorrerà i quartieri di Collesapone, Vallepretara, San Sisto, stazione ferroviaria. E poi il collegamento tra i progetti Case di Coppito e la zona dell’università. Il tutto realizzando anche un sistema di aree verdi attrezzate laddove ora c’è degrado e abbandono.
La seconda linea di intervento riguarda la realizzazione di una rete di centri sociali (Networking people), attraverso la risistemazione delle scuole danneggiate dal sisma e sostituite con Musp o con nuove strutture sorte su altri siti. «Dodici gli edifici, quasi tutti degli anni ’30 e ’40, che verranno recuperati e destinati, attraverso una gestione condivisa degli spazi, a fini sociali e per l’implementazione dei servizi necessari alla comunità», ha chiarito la De Paulis.
L’altro campo di intervento e quello del “riabitare l’emergenza” (Reusing housing) attraverso il riutilizzo di alcuni edifici dismessi del progetto Case, (anche quelli dei balconi pericolanti).
Tre le new town interessate. Ad Arischia il Comune sperimenterà un progetto che avrà come fruitori gli anziani. In sostanza quattro edifici verranno assegnati gratuitamente ad anziani, a fronte dell’impegno di autogestione degli spazi comuni. I piani terra saranno svuotati e destinati ad attività di interesse collettivo. Il tutto coordinato da un gestore sociale e con l’assistenza di un operatore socio-sanitario.
A Collebrincioni, invece, tre edifici verranno destinati a cooperative di giovani. Anche in questo caso l’assegnazione è gratuita a fronte dell’impegno di autogestione e manutenzione degli edifici e degli spazi esterni attraverso il ricorso alla banca del tempo e al baratto amministrativo.
A Coppito 2, saranno gli studenti i destinatari di tre edifici. 24 gli alloggi da destinare a servizi, laboratori e spazi ricreativi. Infine, la riqualificazione urbana e sociale del complesso Erp a San Gregorio dove. oltre al recupero degli edifici, verrà realizzato un centro polifunzionale. Un progetto che presterà attenzione ai diversamente abili e all’aggregazione multietnica. L’intervento complessivo è di oltre 16 milioni, 13 e mezzo dei quali arrivati da altri canali di finanziamento e destinati alla riqualificazione edilizia. Fortemente positivo il commento del sindaco Massimo Cialente, presente con gli assessori Maurizio Capri ed Emanuela Di Giovambattista alla conferenza stampa. «Sono queste le cose che lasciamo in eredità ai prossimi amministratori», ha detto.
«Noi consegneremo un tesoretto, in termini di idee e di fondi, a chi verrà dopo di noi», ha aggiunto Capri, mentre Di Giovambattista ha elogiato il lavoro di squadra compiuto dal Comune.
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