La perizia: «Errori nella progettazione originale e nei restauri»

13 Maggio 2016

Pensare che alla base della tragedia della Casa dello studente ci siano stati solo errori e omissioni connessi con i restauri è quantomeno lacunoso. Il commento che il perito del giudice, l’ingegnere...

Pensare che alla base della tragedia della Casa dello studente ci siano stati solo errori e omissioni connessi con i restauri è quantomeno lacunoso.

Il commento che il perito del giudice, l’ingegnere Gabriella Mulas, fece in occasione del processo di primo grado chiarisce le idee. Di certo il palazzo fu realizzato con modalità censurate da tutti i consulenti. «Le cause del crollo della Casa dello studente», ebbe a dire la Mulas, «sono da ricercare nell’errore progettuale iniziale che ha visto sia una valutazione errata dei carichi e delle forze che agivano sull’edificio, sia una progettazione errata degli elementi resistenti che dovevano essere posizionati all’interno dell’edificio stesso».

«Quindi», aggiunse la Mulas , «c’è una nascita in un progetto che non andava bene che ha causato il collasso dei pilastri del piano terra che in cascata ha causato il collasso della zona che interfaccia tra l’ala crollata ed il resto dell’edificio. Il collasso è stato gravato sia dall’irregolarità della geometria strutturale, sia dall’inserimento in fase di restauro di una parete non strutturale che ha interagito in maniera profonda con gli elementi strutturali e quindi ha aggravato sulle conseguenze del crollo della Casa dello studente. Non ci sono responsabilità sui materiali che erano di qualità scadente e comunque, anche se fossero stati di qualità ottima, non sarebbero stati sufficienti a colmare il deficit. Il terremoto è l’unica causa del crollo», sottolineò il consulente del giudice, «se l’edificio fosse stato progettato in maniera corretta con il terremoto non sarebbe crollato».