La piana di Piè Lucente accoglie 5mila persone incantate dalla Natività

L’edizione della ripartenza è un successo di presenze e organizzazione Il vescovo Fusco: «Viviamo tempi difficili, è Gesù che ci porta la pace»
RIVISONDOLI. Oltre cinquemila spettatori giunti da ogni parte dell’Abruzzo, ma anche dalla Puglia, dal Lazio e dalla Campania, hanno assistito incantati alla 72ª edizione del Presepe vivente di Rivisondoli, l’edizione della ripartenza.
Dopo lo stop dovuto al Covid, la sacra rappresentazione è tornata, piena di fascino tra meravigliosi giochi di luce, quest’anno inventati dal direttore artistico Massimo Di Francesco, intorno alla capanna di Piè Lucente, simbolo e icona della Natività di Rivisondoli, dove una emozionata Caterina Adriani, 18enne di Atri, ha prestato il volto a una radiosa Madonna. Un’edizione caratterizzata dal gemellaggio con la città di Atri, che ha visto la partecipazione di oltre 400 comparse giunte dalla città ducale, da Barrea e da una nutrita rappresentanza di San Giovanni Teatino accompagnata dal sindaco Giorgio Di Clemente, che ha sfilato in costume e non con la fascia tricolore. «La bellezza di questa manifestazione è nota, ma non pensavo che viverla da dentro fosse così emozionante. Una sensazione unica», ha detto Di Clemente annunciando che sarà presente anche alla prossima edizione, con una delegazione ancora più numerosa. In fascia tricolore hanno invece sfilato il sindaco di Rivisondoli Giancarlo Iarussi e l’assessore alla cultura di Atri, Alfonso Di Basilico, emozionati per essere riusciti a coinvolgere le due comunità nel segno del Presepe vivente e del ritorno alla normalità dopo i tre anni di privazioni e ristrettezze. Prima della sacra rappresentazione i figuranti hanno sfilato per il paese tra gli applausi delle centinaia di turisti che affollavano le strade del centro dell’Alto Sangro. Poi la messa nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari officiata dal vescovo Michele Fusco, che al termine della cerimonia ha ricevuto dal sindaco di Rivisondoli e dal vicesindaco di Atri, una targa ricordo in segno di auspicio per una ripresa che coinvolga anche la Chiesa: «Stiamo vivendo tanti avvenimenti, come stamane le esequie di Papa Benedetto», ha detto il vescovo, «tutti segni che Dio ci dona in questo tempo. Un momento storico in cui dobbiamo riflettere per poter cogliere cosa Dio ci sta dicendo, per comprendere che il centro della storia, come ci ha detto il presepe di Rivisondoli, è Gesù che ci porta la pace».

