La polizia in campo a sostegno delle donne

8 Marzo 2018

Otto marzo, agenti al centro commerciale per rilanciare la campagna contro la violenza di genere

SULMONA. La polizia continua la sua opera di sensibilizzazione contro la violenza di genere e oggi, in occasione della giornata internazionale della donna, sarà presente nel centro commerciale Nuovo Borgo per distribuire materiale informativo. Gli agenti del commissariato di Sulmona si sono dati appuntamento per questa mattina alla galleria del centro commerciale per proseguire l’opera di sensibilizzazione, che ha dato finora buoni risultati, volta a contrastare il fenomeno, ancora molto sommerso, della violenza di genere e per promuovere la difesa dei diritti delle donne. Gli agenti daranno vita a un vero e proprio volantinaggio. Al centro dell’iniziativa, infatti, ci sarà la distribuzione degli opuscoli informativi appositamente realizzati dal Dipartimento della Pubblica sicurezza per la campagna informativa che si tiene, con molteplici manifestazioni nel corso dell’anno, a livello nazionale. Il nome dell’iniziativa è “….Questo non è amore”.
«Accanto agli agenti di polizia ci saranno anche gli operatori della cooperativa Horizon service», spiega il vicequestore Francesca La Chioma, «che gestisce il centro antiviolenza “La libellula” di Sulmona e “Donna” di Castel di Sangro, nonché la struttura protetta la “Casa delle donne”, con cui la polizia vanta una consolidata collaborazione».
Le strutture protette hanno assistito 254 donne in nove anni, un numero che testimonia l'alta incidenza della violenza di genere nelle zone interne. Negli ultimi tre anni la media delle richieste di aiuto è rimasta costante, con i dati anagrafici e culturali che, invece, distinguono le donne che si rivolgono al rifugio riservato da quelle che accedono al centro La libellula, usufruendo anche di assistenza psicologica, legale e sanitaria.
“La Casa delle donne” è frequentata da ospiti che al 56% hanno la licenza media e al 32 un diploma di scuola superiore. Il dato si ribalta nel centro antiviolenza, dove il 48% delle donne è diplomata e il 31 è laureata. Il dato che accomuna i due tipi di servizi è l’assenza di un lavoro stabile per la maggioranza delle donne (il 60%). Infine, sono italiane l’81% delle donne che si rivolgono al centro antiviolenza. I servizi sono nati in città nel 2005 e ora sono al centro della Rete nazionale del 1522. (f.p.)
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