La polizia recupera 500 oggetti rubati nei cantieri e nelle case

Sono stati trovati in un appartamento dove vivono tre romeni denunciati per ricettazione Sequestrati caldaie, computer, rame, ma anche un pugnale con impresso un fascio littorio
L’AQUILA. C’era anche un pugnale con impresso un fascio littorio, tra gli oltre 500 oggetti, proventi di furto, che la polizia ha sequestrato nell’abitazione in via Monte Terminillo: un’operazione che potrebbe avere importanti sviluppi e portare a individuare quella fitta rete di ladri che imperversa nei cantieri della ricostruzione e nelle abitazioni.
Tutto è partito dalla segnalazione di un commerciante che ha riconosciuto, tramite le immagini delle telecamere, chi gli aveva rubato un cellulare nel suo negozio. Gli agenti della Volante si sono messi alla ricerca del sospettato: si tratta del 45enne romeno M.O., indicato, per l’appunto, quale responsabile del furto di un telefono cellulare nel mese di giugno, persona nota in questura. Rintracciato nei pressi di un esercizio commerciale, il romeno è stato trovato in possesso di un taglierino dalla lunga lama di cui non ha saputo dare alcuna giustificazione. A quel punto è stata estesa l’attività di indagine anche alla sua abitazione, dove sono stati identificati i due complici, anch’essi romeni, L.A.M., 60 anni, e O.I. di 56. Nell’appartamento sono stati ritrovati, oltre al telefono cellulare rubato, 511 oggetti. Di questi, almeno 130 sono stati presi da cantieri come caldaie, termosifoni, strumenti di lavoro per la falegnameria e carpenteria, ma anche una grande quantità di rame tra cui delle barre molto pesanti e matasse di centinaia di metri di fili elettrici; trovati trenta cellulari e una dozzina di computer, qualche parabola per la tv, telecomandi per cancelli di condominio, Gps, gruppi elettrogeni, ma anche coltelli, un pugnale, uno spadino, quadri, argenteria. Sono in corso accertamenti per risalire a tutti i proprietari, ma già alcuni di essi hanno un nome.
M.O. è stato denunciato per il furto del cellulare, per il possesso ingiustificato di coltello, nonché, unitamente agli altri due cittadini romeni, per la ricettazione di tutta la refurtiva ritrovata. Il materiale sequestrato dagli agenti coordinati da Roberto Mariani si trova ora in questura e forse già nei prossimi giorni potrà essere visionato da coloro che hanno avuto dei furti. Ora, risalendo ai contatti che gli indagati hanno, non sarà impossibile capire chi fossero i loro intermediari e, soprattutto, se esiste un’organizzazione più o meno strutturata, che compie razzìe nei cantieri o nelle case disabitate in quanto inagibili, con il supporto di basisti, tra i quali, in teoria, anche gente impiegata come manodopera nella ricostruzione. Negli ultimi giorni, tra l’altro, ci sono state proteste di residenti, soprattutto nella zona di San Pietro, che hanno subìto furti di materiale termoidraulico da case che sono sul punto di essere riconsegnate.
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