La prefetta: «Al servizio della comunità»

Torraco si presenta («Siamo una squadra») e annuncia la visita in tutti i comuni, a cominciare da quelli colpiti dai terremoti
L’AQUILA. Si sente già parte della comunità aquilana la nuova prefetta Cinzia Torraco, anche se è arrivata in città da poco, il giorno dell’Epifania, e si è insediata il 7 gennaio. Classe 1960, esile nel suo elegante completo chiaro, non ha nascosto l’emozione di dover rappresentare il governo in un luogo «che si sta rigenerando dopo la tragedia del terremoto».
Torraco si è presentata alla stampa, primo passo, ha detto, per aprire le porte della prefettura alla città. Al suo fianco ha voluto l’intero gruppo dei dirigenti, quasi interamente composto da donne, «perché», ha sottolineato, «credo molto nella squadra che dovrà affiancarmi». Un ringraziamento lo ha rivolto al suo predecessore, Giuseppe Linardi. Legalità, lotta alle infiltrazioni negli appalti, dialogo con le istituzioni, rapporto diretto con i sindaci sono le linee principali del “programma” che la prefetta ha informalmente illustrato ai giornalisti, il cui ruolo, ha sottolineato, «è fondamentale per veicolare le azioni della prefettura». Per questo, ha promesso, tra i suoi obiettivi c’è anche quello di «dare maggiore impulso alla comunicazione istituzionale».
Un’azione a 360 gradi porterà la prefetta a incontrare tutti i livelli istituzionali; le prime mani che stringerà, dopo aver già visto nei giorni scorsi il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, saranno quelle dei primi cittadini. «Visiterò tutti i Comuni, a cominciare da quelli colpiti dai terremoti», ha spiegato Torraco. «Cercherò di dare il massimo ascolto ai territori. Sarò al servizio delle comunità». E una delle esigenze che i sindaci le illustreranno, sarà senz’altro quella della carenza dei segretari comunali, «un problema», ha ammesso Torraco, «che riguarda tutto il Paese». La nuova prefetta ha ribadito la sua intenzione «di potenziare la tutela della legalità e dell’integrità in tutta la filiera degli appalti e del settore pubblico». Occorre, però, “un’ampia collaborazione di tutte le istituzioni per contrastare le infiltrazioni mafiose. Coinvolgerò, a tale scopo, l’autorità giudiziaria, le forze dell’ordine, l’ispettorato territoriale del lavoro, le organizzazioni di categoria e le associazioni professionali». Sa bene, la prefetta, che il grande buco nero della ricostruzione dell’Aquila è la filiera pubblica: «Mi confronterò con le forze dell’ordine per le informative antimafia; poi con la magistratura e con la Corte dei Conti per farmi un’idea e capire come incidere in tal senso». Un destino, quello che ha portato Torraco all’Aquila, che già risale all’aprile 2009 quando, nella veste di vicecapo di gabinetto del dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco, coordinò le unità di soccorso durante l’emergenza. Di acqua sotto ai ponti da allora ne è passata, e oggi Torraco tifa per L’Aquila come capitale europea della cultura 2021: «Ha le carte in regola».
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