La preside Ipsiasar: «Ancora inagibili due ingressi su tre»
L’AQUILA. Due ingressi (su tre) dichiarati inagibili a poche settimane di distanza l’uno dall’altro (tra novembre e marzo). Da nove anni c’è un edificio puntellato che attende di essere demolito, una...
L’AQUILA. Due ingressi (su tre) dichiarati inagibili a poche settimane di distanza l’uno dall’altro (tra novembre e marzo). Da nove anni c’è un edificio puntellato che attende di essere demolito, una palestra nuova di zecca consegnata a ottobre dello scorso anno e da allora ancora in attesa dell’acqua calda per i riscaldamenti degli spogliatoi. Sono le situazioni al limite del paradosso che ogni giorno devono affrontare gli studenti e il personale dell’Ipsiasar di Pineta Signorini.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, una quindicina di giorni fa, il crollo di una lastra di travertino da una colonna sulla facciata principale. Da quel giorno le fettucce di plastica dei vigili del fuoco hanno interdetto il secondo ingresso utile della scuola. Perché l’altro ingresso, quello di via Aldo Moro che conduce al Musp costruito dopo il sisma, era stato interdetto quando la preside Elisabetta Di Stefano aveva segnalato alla Provincia la strana forma delle travi del ponticello che da via Aldo Moro permette agli alunni di entrare a scuola.
«Specie per i diversamente abili, quel ponticello era comodo», conferma la preside. «Quando sono venuti i tecnici, hanno detto che quello era un danno strutturale, e ci hanno chiuso la prima uscita». La dirigente racconta le difficoltà nell’accogliere anche gli studenti del Cotugno, inviati all’Ipsiasar dopo che una parte della sede di Pettino non aveva raggiunto gli standard di sicurezza. «Una gran fatica, la Provincia ci aveva promesso un intervento rapido di cui non si ha traccia». Oggi gli studenti entrano da un terzo ingresso, quello dei laboratori. «Con fatica siamo riusciti a trovare una soluzione, ma ogni giorno è più difficile», racconta Di Stefano. «Non vogliamo fare polemiche, ma abbiamo bisogno che la pratica per le riparazioni venga accelerata». L’Ipsiasar conta 800 studenti, di cui 700 circa l’alberghiero e gli altri divisi tra il corso di manutentore e quello di odontotecnico che tra l’altro aprono anche notevoli prospettive lavorative. «Non posso dire che la Provincia sia stata assente, anzi, hanno fatto molti lavori», ricorda la dirigente, «ma ci sono cose sulle quali sembra non si riesca a intervenire, come per la mancanza dell’allaccio dell’acqua calda per i termosifoni degli spogliatoi della nuova palestra inaugurata a novembre 2017». (r.p.)
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