La preside Novelli non cede e trasferisce due professori

2 Settembre 2014

Principe e Mariani cambiano corso, alla sezione D vanno D’Agostino e Pulsoni I genitori: siamo delusi ma la battaglia continua, ci rivolgeremo al Provveditorato

AVEZZANO. Saranno due i professori del 5° D del Liceo Scientifico, trasferiti in altri corsi. Ieri mattina al Pollione si è tenuto il consiglio dei docenti e il rimpasto degli insegnanti, ordinato dalla preside Marina Novelli, è stato approvato. La mannaia cade però solo su due insegnanti e non su cinque come si temeva. I genitori? «Siamo delusi e amareggiati, come d’altronde i nostri figli, ma andremo avanti nella nostra battaglia».

Nonostante il rimpasto sia ormai ufficiale, dunque, i genitori degli studenti che hanno cercato un aiuto per far sì che i loro insegnanti restassero al loro posto, proprio nell’ultimo anno di corso, non si fermano. Saranno costretti a lasciare i propri studenti l’insegnante di Scienze, Francesco Principe e quello di italiano, Arnaldo Mariani. Al loro posto arrivano, Maria Carmela D’Agostino e Nadia Pulsoni. Rimane in cattedra al corso D l’architetto Giancarlo Di Bastiano. Principe lascia la classe in quanto nel corso D gli studenti devono portare agli esami una materia scientifica in inglese e il professore ha l’abilitazione solo per il francese. Il trasferimento, invece, di Mariani, non ha una motivazione formale. Tanto che lo stesso docente ha fatto mettere a verbale che attende da parte della dirigente scolastica di conoscere in via formale i motivi del trasferimento, che andrebbe in contrasto con la legge, che tutela la continuità didattica. Vicenda chiusa, invece, per la preside. «Da anni agisco allo stesso modo», commenta la Novelli, «gli spostamenti dei docenti sono una strategia mirata al riequilibro delle risorse umane e al rafforzamento dell’offerta formativa. Una formula che ci porta sempre a ottimi risultati. Si pensi che nell’ultimo anno abbiamo avuto trenta 100 e nove 100 e lode». Rimane il fatto che non l’hanno però presa bene i genitori che nei giorni scorsi hanno protocollato in segreteria la richiesta del mantenimento dello status quo nel corpo docenti, sottoscritto da 21 studenti, su 22. «Ci sentiamo delusi e amareggiati», dicono, «tra professore e studenti si crea un rapporto anche umano che non andrebbe spezzato proprio al quinto. La nostra battaglia non finisce qui e cercheremo di coinvolgere anche il Provveditorato agli studi affinché elimini una simile ingiustizia». Una certezza per ora c’è per tutti: giovedì 11 si torna sui banchi.

Magda Tirabassi

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