La Procura: «Al Cam guerra tra bande di fuorilegge»

6 Ottobre 2017

Le accuse che hanno portato ai sette provvedimenti cautelari. Ancora il nome di Tedeschi Spunta una tangente da 19mila euro pagata dal costruttore per favori mai ricevuti

AVEZZANO. «Contrasti tra fazioni diverse» non per idee differenti sulle modalità di gestione del Consorzio acquedottistico marsicano, ma «una vera e propria guerra fra bande di fuorilegge». Nella relazione dei pm Maurizio Maria Cerrato e Roberto Savelli che ha motivato le ordinanze di custodia cautelare – sette indagati ai domiciliari per presunti illeciti nella gestione degli appalti, oliati con tangenti, secondo le accuse – compare un giudizio spietato sul Cam, società con più di 130 dipendenti e 33 comuni in gestione. Tanto che si «denota l’elevato allarme sociale e pericolo per il buon andamento della pubblica amministrazione». Le indagini si riferiscono a fatti tra il 2014 e il 2015.
I pm evidenziano i ruoli avuti dal costruttore Sergio Giancaterino e dal faccendiere avezzanese Antonio Ruggeri. L’imprenditore di Penne, secondo la Procura, aveva intessuto rapporti non solo con l’ex amministratore delegato Giuseppe Venturini (dimessosi dopo l’arresto) ma anche con il coindagato Gianfranco Tedeschi, attuale sindaco di Cerchio, che del Cam, evidenziano i pm, «è padrone indiscusso da almeno dieci anni». Le motivazioni che hanno portato all’arresto di Giancaterino sono molteplici. In un altro procedimento giudiziario risulta che il costruttore ha effettuato in favore della Innovazione e sviluppo srl pagamenti per 12mila euro. Scrivono i pm: «La suddetta srl era interamente riferibile all’epoca al coindagato Tedeschi, soggetto che, al di là degli incarichi formali, ha sempre mantenuto un potere decisionale di spiccato rilievo all’interno del Cam. Tant’è che risultano tali pagamenti non solo di fatto ingiustificati, ma esclusivamente coperti con una fatturazione, ma dalle intercettazioni motivati esclusivamente dalla volontà del Giancaterino di acquistare con le dazioni corruttive i futuri favori del Tedeschi da intendersi come assegnazione di lavori». E, ancora, per i pm: «Sono proprio Giancaterino e Ruggeri a sottolineare che, a fronte di quelle fatture, non era stato fatto nulla e che, dunque, la fatturazione fosse un mero artificio volto a dissimulare il pagamento di una tangente». Accuse che dovranno essere dimostrare, come quelle nei confronti di Venturini. La Procura fa emergere un conflitto di gestione che risulta dalle intercettazioni fra Venturini e Tedeschi. «Quest’ultimo», sempre per i pm, «avuta notizia dell’assegnazione della gara d’appalto alla Giancaterino costruzioni millantava il proprio contributo determinante nel conseguimento dello stesso, avanzando richieste di denaro all’imprenditore. Il Giancaterino per altro avrebbe versato al Tedeschi almeno 19.000 euro in favore dello stesso senza ottenere, parrebbe, alcuna utilità tanto da essere denominato dallo stesso e dal Ruggeri con l’epiteto di “il mistificatore” proprio in ragione delle promesse fatte e non mantenute». Tedeschi è iscritto nel registro degli indagati per corruzione e millantato credito.
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