La Procura chiude le indagini: ora per Boda il rischio processo

La funzionaria del ministero dell’Istruzione era arrivata nel post sisma e ha diretto l’Ufficio scolastico L’accusa: a partire dal 2018 avrebbe rivelato in anticipo i bandi Miur sulla povertà educativa
L’AQUILA. Rischia il processo insieme ad altre 14 persone Giovanna Boda, dirigente del ministero dell’Istruzione che, tra il 2011 e il 2012, ha diretto l’Ufficio scolastico regionale che ha sede all’Aquila. Boda, conosciuta in città per i suoi trascorsi professionali, è coinvolta in un’inchiesta su presunti episodi di corruzione per appalti al ministero. La Procura di Roma ha notificato ieri l’atto di chiusura delle indagini, iniziativa che di solito anticipa la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm.
l’inchiesta della procura
Secondo l’inchiesta denaro e “omaggi”, come ad esempio lavori di ristrutturazione o auto e case a disposizione, sono stati ricevuti dagli accusati in cambio dell’assegnazione di appalti per circa 23 milioni di euro. Il sistema illecito sarebbe iniziato nel 2018. L’indagine condotta dalla Guardia di finanza, e coordinata dal sostituto procuratore Carlo Villani, è culminata con una serie di arresti nel settembre 2021.
i Reati e le tangenti
A Boda e all’imprenditore ligure Federico Bianchi i magistrati contestano i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Boda, incaricata delle procedure per selezionare progetti scolastici, avrebbe ricevuto da Bianchi «la dazione e la promessa delle somme di denaro e delle utilità per sé e per terzi per un totale di 3.201.933 euro per l’esercizio delle sue funzioni e/o dei suoi poteri nonché per il compimento di una pluralità di atti contrari ai doveri di ufficio».
le “confidenze” a bianchi
Secondo i magistrati l’ex direttrice dell’Ufficio scolastico «anticipava via e-mail, prima della sua pubblicazione, la bozza del bando per il finanziamento di progetti scolastici per il contrasto della povertà educativa, e invitava e faceva partecipare Bianchi a riunioni in Ministero in cui si doveva decidere la ripartizione dei finanziamenti alle scuole, demandando anche allo stesso la decisione sulla suddivisione».
boda in abruzzo
Nata a Casale Monferrato nel 1974 e laureata in psicologia, Boda ha ricevuto i primi incarichi dal ministero a fine anni ’90. Il marito Francesco Testa, ovviamente estraneo ai fatti, è stato procuratore capo a Chieti fino al 2021. Dal 2006 al 2010 era dirigente della Direzione generale per lo studente, e ha perciò seguito da vicino la ripresa dell’attività didattica nel cratere dopo il terremoto del 2009. Il 20 maggio 2011 ha ricevuto l’incarico all’Ufficio scolastico abruzzese, ricoperto fino al 19 febbraio 2012. Nel marzo 2018 è stata nominata Direttore generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione al Miur. Nel 2021, dopo una perquisizione della Finanza, ha tentato il suicidio.
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