La protesta dopo la sentenza choc: una città ferita si raduna in piazza

23 Ottobre 2022

L’iniziativa pubblica segue l’indignazione per il 30% di colpa ai morti del crollo di via Campo di Fossa Vengono letti in pubblico i messaggi di solidarietà arrivati da comitati e associazioni di tutta Italia

L’AQUILA. Gli aquilani si ritrovano stamattina alla Villa comunale per riflettere, guardarsi negli occhi, abbracciarsi ancora a tredici anni di distanza dal terremoto che ha sconvolto la città e tutta la regione. Ma soprattutto a due settimane da una sentenza che ha riacutizzato ferite mai guarite: la sentenza choc che ha assegnato il 30% di colpa alle vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa. Un verdetto, sottoscritto dalla giudice Monica Croci, che ha rinfocolato l’indignazione generale, e portato alla manifestazione in programma oggi alle 11 alla Villa comunale. “Le vittime non hanno colpa” è il nome dell’iniziativa, nata in maniera quasi naturale dopo la prima manifestazione spontanea.
i cittadini manifestano
Quello di stamani è praticamente un presidio di cittadini, che si riuniscono in piazza mostrando i cartelli con gli slogan simbolo delle proteste degli ultimi anni, come “Vittime del terremoto colpevoli” e “Commissione grandi rischi assolta”. Sono i manifestini ricomparsi numerosi nelle strade della città in questi giorni, ed esposti in appuntamenti pubblici: lo hanno fatto tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, in occasione del consiglio di venerdì mattina; lo hanno fatto i calciatori dello United L’Aquila all’ingresso in campo della loro partita del campionato di Terza categoria, mentre L’Aquila che milita nel torneo regionale di Eccellenza a Sulmona scendeva in campo con la maglia, non autorizzata dalla Lega nazionale dilettanti, “I morti non meritano percentuali”.
un momento di riflessione
Il presidio della Villa comunale viene caratterizzato da una serie di interventi, che vogliono essere innanzitutto un momento di riflessioni su quello che è successo e che sta ancora accadendo. In scaletta sono previsti gli interventi di Vincenzo Vittorini e Federico Vittorini, membri dell’associazione che raccoglie i familiari delle vittime e tra i primi firmatari dell’appello a partecipare alla manifestazione di questa mattina. Parlano la docente universitaria Giusi Pitari e Alessandro Tettamanti dell’associazione 3e32, pure tra i promotori della manifestazione e primi firmatari di un appello che ha raccolto circa cinquecento adesioni. È previsto un intervento da parte dell’avvocatessa Wania Della Vigna, mentre Rita Innocenzi, sindacalista della Cgil, leggerà alcuni messaggi arrivati da comitati e associazioni di familiari di vittime che in questi giorni hanno voluto esprimere solidarietà da altre parti d’Italia, e che hanno vissuto tragedie simili: da Taranto e Rigopiano, passando per il Ponte Morandi di Genova.
la parola alla città
Dopo gli interventi programmati, per i quali non è stata comunque fissata una scaletta rigidissima, chi vorrà farlo avrà la possibilità di partecipare, di alimentare un dibattito con i propri pensieri e le proprie riflessioni. Ci sarà infatti il “microfono aperto” per offrire la parola, a quanti si sentiranno di farlo, di portare una testimonianza, fare domande, offrire un contributo, esprimere un sentimento.