La Protezione civile senza carburante Divampa la polemica

Tagliacozzo, bloccata la lotta agli incendi. Fare Verde accusa La Regione oggi incontra i volontari: «Presto i rimborsi»
TAGLIACOZZO. Spente le fiamme, divampano le polemiche: l’associazione Fare Verde accusa la Regione per i mancati rimborsi ai volontari dell’associazione di Protezione civile di Tagliacozzo (Novpc). Volontari che hanno incrociato le braccia nella loro lotta ai roghi perché non hanno nemmeno i soldi per l’acquisto del carburante dei mezzi. Così non sono intervenuti nei recenti incendi in Valle Roveto e a Trasacco. Ma il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, con delega alla Protezione civile, è pronto a smorzare la protesta.
«I 50 ettari di bosco bruciati a Trasacco gridano vendetta nei confronti di istituzioni del tutto incapaci di tutelare la natura e il bene comune», denunciano Massimo De Maio e Cristian Perruzza, rispettivamente vicepresidente nazionale e consigliere nazionale di Fare Verde.
«Mentre l’Abruzzo brucia», riprendono i due, «dopo lo scioglimento della Forestale da parte del governo nazionale, ci ritroviamo con i volontari della Protezione civile lasciati dalla Regione senza i soldi per la benzina. Esprimiamo la nostra più grande solidarietà agli amici volontari del Nucleo operativo di Tagliacozzo che aspettano ancora i rimborsi regionali dal 2014. Si tratta di persone appassionate che non si sono mai risparmiate in terremoti, alluvioni, nevicate eccezionali e incendi boschivi. Anche negli eventi calamitosi più recenti sono sempre stati chiamati a intervenire, in Abruzzo e fuori regione. Per la loro efficienza e preparazione sono stati lodati pubblicamente dall’ex assessore regionale Mazzocca, ma le pacche sulle spalle non bastano più. La Regione deve liquidare immediatamente i rimborsi dovuti all’associazione di Tagliacozzo».
Pronta la replica di Mazzocca. «Conosciamo bene la genesi di questo comunicato», sottolinea il sottosegretario della Regione, «il responsabili di Fare Verde in Abruzzo è stato un candidato dei 5 Stelle, sonoramente bocciato, e oggi lavora in questa associazione. La vicenda dei mancati rimborsi è relativa solo all’anno 2014, bloccata per questioni legate al bilancio regionale. Ed è rimasta ad oggi ancora in stand by, nonostante l’importo complessivo sia stato stanziato a seguito di una variazione di bilancio proposta da me. D’altro canto, quando nel luglio del 2014 ho assunto l’incarico di assessore alla Protezione civile fui costretto a sanare le precedenti annualità, quella del 2013 in toto e quella del 2012 in parte, entrambe carenti della necessaria copertura finanziaria. I rimborsi verranno al più presto liquidati a tutte le associazioni di Protezione civile che ne hanno diritto, inclusa quella di Tagliacozzo, una delle più attive sul territorio e che utilizza le attrezzature della Regione in maniera eccellente. Va ricordato ad esempio il contributo determinante dato dopo il fenomeno alluvionale di Montesilvano lo scorso gennaio».
Oggi alle 15.30, all’Aquila, i volontari di Tagliacozzo incontreranno Mazzocca e i dirigenti regionali di Protezione civile.
Sulla questione è intervenuto anche il responsabile abruzzese del Servizio emergenze di Protezione civile, Silvio Liberatore: «La Novpc di Tagliacozzo, così come tutte le altre 53 organizzazioni convenzionate con la Regione Abruzzo, hanno ricevuto in comodato d’uso temporaneo i mezzi Aib dotati di modulo per lo spegnimento, corredati di carta carburante che consente di fare rifornimento di gasolio a spese della Regione. Sotto questo aspetto, si tranquillizzi pure il vertice di Fare Natura. È senz’altro da riconoscere l’impegno da sempre profuso dai volontari di Tagliacozzo. Ma è pur vero che la Regione, nel 2004, li ha dotati di un automezzo Mitsubishi Pajero completo di modulo antincendio, a marzo 2016 ha consegnato loro sei dispositivi di protezione individuale in aggiunta a quelli consegnati nel 2007 e nel 2010, a giugno 2016 ha consegnato alla Novpc un mezzo antincendio Elfo, a giugno 2017 sono stati sostituiti 3 paia di stivali antincendio consegnati nel 2010, risultati obsoleti, a luglio 2017 è stato sostituito il modulo antincendio risultato non utilizzabile con uno in piena efficienza».(r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

