La Provincia abbatte la casa appartenuta al bidello Magnotta

24 Dicembre 2021

L’AQUILA. Il presidente della Provincia Angelo Caruso, con un decreto, ha approvato il documento preliminare alla progettazione relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione di un edificio in...

L’AQUILA. Il presidente della Provincia Angelo Caruso, con un decreto, ha approvato il documento preliminare alla progettazione relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione di un edificio in via Trecco. Una volta ristrutturato, l’amministrazione provinciale “intende adibire l’edificio a uffici e archivi a uso diretto dell’ente essendoci necessità di nuovi spazi e per questo sarà cambiata la destinazione d’uso”. Nel decreto si premette che “l’immobile a uso residenziale in via Trecco di proprietà della Provincia è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009. Da un primo sopralluogo effettuato dalle squadre della Protezione Civile l’edificio fu classificato con danno B (lieve) in seguito fu classificato E (danno grave)”. Per i lavori è stimato l’importo di 2.250.000 euro.
MAGNOTTA
La curiosità è che si tratta del palazzo in cui ha abitato fino alla morte, avvenuta il 5 gennaio del 2009 (aveva 67 anni) il notissimo bidello Mario Magnotta, diventato famoso all’Aquila, ma non solo, per il notissimo scherzo della lavatrice. Negli anni Sessanta del secolo scorso Magnotta aveva trovato lavoro come bidello all’Istituto tecnico commerciale “Luigi Rendina” dove ha lavorato per 36 anni. La Provincia gli aveva assegnato un appartamento nel palazzo di via Trecco (zona Torrione) che ora sarà abbattuto e ricostruito per farne un centro direzionale.
TORNIMPARTE
Il presidente della Provincia, con un decreto, ha anche deciso il completamento dei “lavori di sistemazione della bretella di collegamento tra l’A24, casello di Tornimparte e il centro abitato di Villagrande di Tornimparte con realizzazione di una variante esterna al centro abitato, quale intervento prioritario da inserire nei redigenti strumenti di programmazione dell’ente, ferma restando la verifica della disponibilità della copertura finanziaria”.