La rabbia verso quella percentuale

9 Dicembre 2022

Le proteste contro la corresponsabilità: dal sit-in alle magliette dell’Aquila calcio

L’AQUILA. La “sentenza choc” che ha assegnato il 30% di colpa alle vittime del crollo di via Campo di Fossa ha suscitato immediatamente una notevole ondata di indignazione. E non solo all’Aquila, che il 6 aprile 2009 venne sconvolta dal sisma che causò 309 morti. In ogni caso è stato nel capoluogo che i cittadini sono prontamente scesi in piazza, nell’immediato con un presidio spontaneo, e in seguito con una manifestazione organizzata per la mattina del 23 ottobre scorso. Quella domenica centinaia di persone si sono radunate nel piazzale dell’Emiciclo per l’iniziativa denominata semplicemente “Le vittime non hanno colpa”.
Il presidio è stato caratterizzato da una serie di interventi, che hanno voluto essere innanzitutto un momento di riflessione su quello che era successo e che stava ancora accadendo. Alla manifestazione avevano aderito anche comitati e associazioni di familiari di vittime che hanno voluto esprimere solidarietà da altre parti d’Italia, e che hanno dovuto fare i conti con tragedie simili: da Taranto a Rigopiano, passando per il Ponte Morandi di Genova.
A ridosso dell’iniziativa all’Emiciclo il consiglio comunale dell’Aquila aveva simbolicamente esternato il proprio unanime dissenso con l’esposizione, da parte dei consiglieri comunali, a margine di una seduta dell’assemblea, degli stessi cartelli esposti dai manifestanti dell’Emiciclo: esponenti di maggioranza e opposizione si sono fatti fotografare insieme.
Tra i gesti di protesta più discussi c’è stato poi quello dell’Aquila calcio, che dopo il caso della sentenza choc, il 16 ottobre era impegnata sul campo del Sulmona nel campionato regionale di Eccellenza: i calciatori rossoblù sono scesi in campo indossando una maglietta con la scritta «I morti non meritano percentuali», pur non avendo ricevuto la necessaria autorizzazione dalla Lega nazionale dilettanti.
Proprio per questo la società del capoluogo rischiava di essere sanzionata dalla Figc: tuttavia, in un primo momento, il comitato regionale Abruzzese ha rinviato la decisione. In seguito, alla società è stata comminata una “ammonizione”, la sanzione più leggera che può essere data in questi casi, dal valore più che altro simbolico.(a.r.)