La Regione e il mega piano per creare quattro corsie
AVEZZANO. È una lunga scia di sangue quella che negli anni ha interessato la superstrada del Liri da Avezzano, in Abruzzo, fino a Cassino, nel Lazio. Proprio qualche giorno fa, in prefettura all’Aquil...
AVEZZANO. È una lunga scia di sangue quella che negli anni ha interessato la superstrada del Liri da Avezzano, in Abruzzo, fino a Cassino, nel Lazio. Proprio qualche giorno fa, in prefettura all’Aquila, è stato convocato un vertice sulla pericolosità delle strade marsicane, ma i riflettori sono stati puntati su Tiburtina e Circonfucense, dopo due incidenti mortali. Tre anni fa a perdere la vita all’imbocco della galleria del Salviano erano state Nicolina Palleschi e Martina Bucci, madre e figlia di 51 e 28 anni, di Capistrello. Qualche mese prima erano morti gli operai di San Giorgio a Liri, Franco Nardone (44), Antonio D’Alterio (36) e Gianluca Domenicone (21). Aveva 30 anni Lucia Pierleoni di Celano morta nel 2017. L’anno prima la stessa strada si era macchiata del sangue di Giuseppe Giannino (28) di Balsorano e Americo Ranalletta (47) di Avezzano. Nel 2015 non c’era stato nulla da fare per Filomena Buffone (52) anche lei di Balsorano, mentre tre anni prima in un incidente era rimasto vittima l’imprenditore Domenico D’Orazio (46) originario di Civitella. Era il luglio del 2010 quando Franco Cretaro (60) operaio di Veroli (Frosinone) restò coinvolto in un schianto mortale. Sempre sulla stessa strada ad aprile era deceduto Natale Martini (84) di Civitella. Nel 2009 si era spezzata, a 43 anni, la vita di Lino Marco Facchini, fratello di Roberto. Nel luglio del 2008 un maxi incidente costò la vita a ben quattro persone. Solo un mese fa il presidente Marco Marsilio e il responsabile Anas, Antonio Marasco, hanno presentano a Balsorano il progetto da 960 milioni di euro per il raddoppio della superstrada del Liri alla presenza dei sindaci della Valle Roveto. (f.d.m.)

