La Regione: «Si farà nel Fucino il maxi impianto per irrigare»

6 Ottobre 2021

Ma resta il giallo su finanziamenti (tolti) e tempi degli interventi. Imprudente: priorità per l’Abruzzo Savini (Arap): realizzeremo 190 chilometri di rete in pressione e opere a servizio di 6.100 ettari

AVEZZANO. «L’impianto irriguo nel Fucino si farà». Parola dell’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, nel corso di una conferenza nella sala Picchi dell’ex Arssa per mettere «fine a chiacchiere e polemiche frutto di strumentalizzazioni politiche». «L’opera», aggiunge il vicepresidente della giunta Marsilio, «è una priorità di questo governo regionale e rientra nel disegno strategico per il grande orto del Centro Italia che fa da traino non solo all’agricoltura, ma anche all’economia di tutto l’Abruzzo». Nei giorni scorsi i sindaci dell’alveo fucense, con in testa il Comune di Avezzano, avevano chiesto alla Regione «il reinserimento in bilancio dei 46milioni e mezzo previsti dal Masterplan in favore dell’impianto irriguo del Fucino, cancellati nei mesi scorsi per l’emergenza Covid, con l’aggiunta di ulteriori risorse e tempi certi per la realizzazione del progetto». Ma sul quanto e sul quando Imprudente non si sbilancia: «Saranno stanziate risorse aggiuntive che quantificheremo quando il governo centrale ci darà i fondi. Risorse che arriveranno quando ci sarà un progetto cantierabile». Rispedisce le accuse al mittente anche Mauro Febbo. «La polemica che qualcuno ha voluto fare va respinta visto che è stato il governo nazionale a chiederci i tesoretto che avevamo da parte e che non poteva essere utilizzato», spiega il consigliere regionale di Forza Italia, «scelta di buon senso votata da deputati e senatori. Il Fucino ha una voce importante nel Pil dell’Abruzzo e se c’è una responsabilità se questo progetto non è partito è del governo regionale che ci ha preceduto».
IL PROGETTO
Al di là delle polemiche, a illustrare “Il progetto della rete di irrigazione in pressione della Piana del Fucino” ci ha pensato Giuseppe Savini, presidente di Arap (soggetto attuatore). «Rispetto alla prima ipotesi di progetto-stralcio elaborato dall’Autorità di bacino con vasca di accumulo e laminazione sotto Pescina, il nuovo progetto prevede circa 80 chilometri di acquedotti in più con una superficie irrigabile di circa 2.500 ettari in più», spiega Savini, «complessivamente è prevista la realizzazione di 190 chilometri di rete in pressione con annesse opere accessorie a servizio di una superficie irrigabile di 6.100 ettari che passerà dall’attuale 30 al 70 per cento del totale irrigabile. L’investimento del primo lotto è di 50 milioni dei fondi Masterplan. Serviranno nuovi investimenti per completare la rete in pressione ai restanti 4mila ettari», sottolinea il presidente di Arap, «il passaggio dal sistema di irrigazione con sollevamento dai canali alla rete in pressione incrementerà la portata dell’acqua del 20/25 per cento con una riduzione delle perdite fino al 50% e un risparmio di acqua e energia, minore inquinamento e migliore qualità della risorsa idrica. Il progetto di fattibilità», conclude Savini, «è stato utilizzato per la gara di progettazione definitiva e esecutiva da poco conclusa con l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo che fa capo alla società di ingegneria Prog.in. Sono in corso le verifiche cui seguirà la progettazione definitiva».
CAPTAZIONE GIOVENCO
Sulla questione fiume Giovenco il presidente di Arap rassicura: «Sarà prelevata solo l’acqua in eccesso in quanto il progetto prevede di utilizzare come fonti di approvvigionamento le sorgenti Restina, Boccione e l’esistente vasca di Venere da 60mila metri cubi come accumulo dei campi pozzi di Lecce nei Marsi e il troppo pieno di Ortucchio».
L’impianto sarà dotato di un sistema di telecontrollo. Presenti anche il direttore generale di Arap, Antonio Morgante, e il consigliere regionale Mario Quaglieri.
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