La rete di irrigazione è in regola

18 Aprile 2016

Il Consiglio di Stato sospende l’ordinanza di demolizione del Tar

COLLARMELE. Va sospesa l’ordinanza di demolizione dell’opera idrica che l’azienda “Lago d’oro” dei fratelliD’Apice ha costruito nel Fucino, per irrigare i propri terreni. A deciderlo è stato il Consiglio di Stato, a cui hanno fatto ricorso gli avvocati Roberta Confortini e Mario Petrella, a nome del rappresentante legale dell’azienda agricola, molto conosciuta nella Marsica, Luigi D’Apice. Continua, dunque la vicenda legale che ha coinvolto l’azienda, che a oggi, dà lavoro a oltre cento persone e che, in attesa di una decisione nel merito da parte del Tar, a cui il Consiglio di Stato chiede ora di pronunciarsi nel minor tempo possibile, ha rischiato di perdere una cifra ingente, investita per realizzare l’opera idrica. La vicenda nasce qualche anno fa, quando i proprietari di alcuni terreni agricoli di Fucino, hanno negato alla società dei D’Apice, di far passare delle tubature sotto alcuni terreni di Fucino. Quando l’azienda ha tentato di interrare la condotta dell’acqua anche sotto un tratto di strada pubblica, nella vicenda è intervenuto pure il Comune di Collarmele, con un’ordinanza che chiedeva l’immediata demolizione dell’opera. L'interramento dei canali mirava a portare acqua ai terreni su cui lavora l’azienda agricola. Un’opera che si è resa necessaria, secondo la società, considerata la difficoltà nel reperimento delle acque a Fucino, da parte degli imprenditori. Quando gli avvocati Confortini e Petrella hanno chiesto la sospensiva al Tar, in modo da impedire la demolizione dell’opera in attesa della decisione nel merito, il Tribunale amministrativo regionale l’ha bocciata. Il Consiglio di Stato, ora, invece, ha dato ragione all’azienda che non dovrà demolire l’opera.

Tutto torna dunque al Tar, che dovrà ora decidere se l’opera può o no continuare ad esistere. (m.t.)

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