La ricostruzione e la robotica tracce più gettonate

22 Giugno 2017

Studenti disorientati di fronte al testo del poeta Caproni Un’alunna: ho parlato del sisma partendo da quello del 1915 

L’AQUILA. “Caproni, chi era costui?”. Probabilmente non saranno stati pochi gli studenti che, di fronte alle tracce del primo compito dell'esame di maturità 2017 e trovandosi di fronte all'analisi di un testo di Giorgio Caproni, possano aver reagito come don Abbondio nell'ottavo capitolo dei Promessi Sposi.
Eppure, nonostante la scarsa dimestichezza con il Caproni pensiero, qualche studente che ci si è cimentato c'è. Bisogna andare a cercarlo con perseveranza. Matteo Valentini, quinto B del Liceo Classico “Cotugno” dell'Aquila, ammette: «Non lo conoscevo, però conoscevo il tema, il rapporto uomo natura, e poi ho spaziato un po' con gli approfondimenti andando anche nel mondo antico». Oggi c'è la seconda prova scritta. «Ci si aspetta Seneca, Cicerone...». Tacito, suggeriscono gli amici, anche loro reduci dal primo compito della maturità. «Se esce Tacito affronteremo Tacito...». «La traccia mi è sembrata un po'... facilina». Lo bisbiglia piano piano, come per non farsi sentire. Chiara Giglioli, anche lei quinto B Classico, voleva svignarsela come le sue compagne che l'hanno lasciata da sola ad affrontare il taccuino del cronista. «Io ho fatto il saggio breve, sulla robotica, il rapporto uomo macchina». Valeriano Lepidi del quinto E Scientifico opzione scienze applicate (scuola con informatica e senza latino), giudica le tracce «fattibili».
«Ho trattato il tema dell'influenza delle macchine sul lavoro», precisa.
Edoardo Alvisini, stessa classe, ha fatto il saggio breve su un testo che parlava di ricostruzione. «L'uomo ha sempre l'abilità di risorgere dalla proprie ceneri, e a me questo testo è sembrato appropriato per noi». Gabriele Giusti, è invece andato sull'artistico letterario: «Mi sono divertito a far uscire tutto quello che avevo in testa da anni». Giampiero Tinari, quinto A scientifico, anche lui con arte e natura. Oggi matematica «è la prova più difficile». Giacomo Del Fante, quinto B, tema svolto “lavoro e tecnologia”, mostra sicurezza: «Effettivamente ho vissuto questa prova con tranquillità».
Simone Mantini è andato sul tema sulle macchine, frequenta l'Itis, ramo aziendale, «ci troviamo di fronte a cambiamenti importanti».
Ludovica Di Sano, ragioneria sistemi informativi aziendali, ha affrontato il tema della ricostruzione: «Sono partita dal terremoto di Avezzano, e da mia nonna che me lo ha raccontato».
E c'è anche chi lontana dalla scuola non ci può stare, nonostante si sia diplomata lo scorso anno. Giulia Bottacchiari, sezione B del classico, è uscita esattamente un anno fa: «Esperienza bellissima, che rifarei anche ora».
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