La riserva del Salviano in abbandono

Migliaia di persone nei giorni di festa hanno difficoltà a percorrere i sentieri. Verdecchia: «Intervenga subito il Comune»
AVEZZANO. Corsa o passeggiata a forte rischio sull'area del Monte Salviano, dove le tante insidie lungo il percorso attrezzato, in particolare sui ponticelli di legno ormai in via di disfacimento, non si contano: tavole divelte o sbriciolate, chiodi sporgenti e tombini fuori del limite spingono la maggior parte dei frequentatori – a migliaia nei giorni di festa e di bel tempo – con tante giovani coppie che spingono il passeggino, a procedere in mezzo alla strada con il rischio di essere travolti da auto, moto o bici.
Pericolo e degrado sono in costante aumento lungo il percorso panoramico attrezzato, uno dei luoghi più amati e frequentati dagli avezzanesi per correre, passeggiare, salire per recitare una preghiera al Santuario della Madonna della Pietraquaria. O rilassarsi su una panchina.
«Il quadro assolutamente degradante e degradato di quel percorso attrezzato è sotto gli occhi di tutti, così come le situazioni di pericolo per la pubblica incolumità», sottolinea il consigliere comunale di minoranza di Avezzano, Roberto Verdecchia, scalatore e podista, «l'amministrazione De Angelis ha il dovere di intervenire, senza indugi, per effettuare gli interventi di manutenzione necessari al veloce ripristino delle condizioni di sicurezza del percorso attrezzato e a ridare un minimo di decoro a quel “luogo del cuore” degli avezzanesi».
Criticità vissute sulla propria pelle da una giovane coppia, diretta verso il valico del Monte Salviano spingendo il passeggino. Non l'unica comunque.
«È impossibile usare il percorso attrezzato», affermano, mentre fanno marcia indietro e si spostano dal sentiero impraticabile alla strada asfaltata, attraversata da auto, moto e biciclette, «a ogni passo ti trovi un qualche ostacolo da superare: con la carrozzina proprio non si può percorrere. Per questo siamo costretti a camminare lungo la strada, con tutti i pericoli che ne conseguono. Forse qualcuno si dovrebbe far carico del problema e mettere le cose a posto, in fondo non occorrono tanti soldi, ma un po' di buona volontà». Il viaggio lungo il percorso attrezzato, infatti, è un vero e proprio tour de force del pericolo, dove almeno su quattro ponticelli – sospesi nel vuoto – ci sono le tavole divelte o in sbriciolamento, spuntoni di chiodi arrugginiti, tombini molto al di sopra del livello del terreno, pezzi di tracciato con profondi solchi creati dalle piogge e non ancora rimessi in pari. Non manca, ovviamente, la mano dei vandali, che hanno scardinato la cassettiera del binocolo installato dall'amministrazione Di Pangrazio per consentire ai visitatori di osservare tutta l'area dell'ex lago del Fucino, circondata dalle montagne. In cima al valico, invece, la nuova fontana non disseta già più: chissà perché il flusso idrico è interrotto da un bel po’ di tempo. Verdecchia, quindi, reputa necessaria un'azione riparatoria a tutto campo dell'amministrazione, o meglio, dell'assessore all'Ambiente e alla riserva del Monte Salviano, Crescenzo Presutti, per ottimizzare la fruibilità dell'intera area protetta, «troppo spesso lasciata alle lodevoli iniziative delle associazioni di volontariato, come il Cai o Ethnobrain. Urge, quindi, un intervento riparatore del Comune».
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