La scienza per tutti colora il centro storico

Migliaia di visitatori alla Notte dei ricercatori, Sharper conquista gli aquilani Studenti protagonisti, dalla camminata sull’acqua agli altri esperimenti
L’AQUILA. Corrono tra le vie del centro storico per trovare un “tesoro” nascosto chissà dove, con i foglietti degli indizi tra le mani, ridono, scherzano, si spintonano e restano senza parole davanti agli esperimenti, alle biciclette in stile vittoriano, alle creazioni scientifiche e ai giochi di prestigio. Sono loro, i ragazzi e i bambini, l’anima pulsante di Sharper, la notte italiana dei ricercatori, che per il quarto anno consecutivo ha riempito L’Aquila insieme a Univaq street science, la kermesse di eventi di divulgazione scientifica a cura dell’Ateneo. Indossano le t-shirt gialle con il logo della manifestazione, ma non solo: in tanti, tantissimi, sono arrivati da altre città per non mancare all’appuntamento.
VOGLIA DI ESSERCI. Perché questa notte «volevamo esserci», racconta Letizia Iotti, studentessa dell’Ateneo aquilano di Lomello (Pavia). Lei e i suoi amici di quel primo indizio della caccia al tesoro non ci hanno capito granché: «Abbiamo chiesto anche a un professore, ma non è riuscito ad aiutarci». Con loro, oltre 200 ragazzi che hanno voluto partecipare allo stesso gioco, divisi in 50 gruppi. Lo sa bene Mauro Barretta, studente e organizzatore, che per tutta la giornata si è occupato di gestire i gruppi e dare informazioni sui vari indirizzi di studio nel gazebo in piazza Palazzo. A pochi metri, un fiume di gente si riversa su Palazzo Camponeschi, dove non si riesce a smaltire la fila per entrare: l’emozione di tornare a calpestare le stanze che prima del terremoto ospitavano Lettere, Fiilosofia e Lingue fa il paio con la curiosità di vedere i tantissimi esperimenti al suo interno. Romualdo Tiberio, funzionario tecnico di laboratorio del Dipartimento di ingegneria industriale, è pronto a illustrare al primo piano macchinari dal sapore antico e misterioso. C’è una centrale di commutazione telefonica manuale, «una postazione di telefonia per operatrici donne, nata per mettere in comunicazione l’Europa con l’America, negli anni ’40». Poi il galvanometro ad ago del 1826, realizzato da un fisico italiano, Leonardo Nobili, e un «trasformatore di corrente Weston, modello 327, che si presume sia stato realizzato intorno agli anni ’60, quando l’Italia era interessata alla costruzione di centrali nucleari». Cerca di spiegare la chimica ai bambini, invece, Fabrizio Ruggieri, ricercatore di Scienze fisiche e chimiche. «Usiamo attrezzature di tutti i giorni che fanno leva su colori, sapori e odori». Ai più piccoli è dedicato anche un laboratorio del Cetemps, sui fenomeni atmosferici. Con in mano una bottiglia, Gabriele Curci, ricercatore del centro di eccellenza, riproduce una nuvola e spiega la pioggia, i venti, i moti ascensionali, la pressione atmosferica. I ragazzi dello Scientifico, invece, hanno preparato esperimenti con le bolle di sapone, mentre quelli del Classico hanno messo in relazione le indagini cosmologiche di Keplero, con riproduzione sonora delle armonie dei cieli, e il percorso di ricerca astronomica di Galileo, illustrati con attraverso immagini e software.
GIOCHI E INDAGINI. Tra le vie del centro, la Forestale insegna ai ragazzi come si inanellano gli uccelli e qualcuno ammalia il pubblico con giochi di prestigio. Passeggiano per il corso due biciclette color ottone: la rivisitazione futuristica di quelle del periodo vittoriano inglese a cura dell’associazione Nido del Drago e Arcagency fashion Art. Dalla piazza si diffondono musiche di ogni genere, mentre, a metà pomeriggio, scende dal camioncino della Polizia, tra gli applausi, il prefetto Vittorio Rizzi, ex questore dell’Aquila. A fianco a lui Elena Pagani, dirigente della polizia che ha curato le indagini sull’identità di alcuni degli stupratori di Rimini. Nello stand vicino Giuliano Milana (Ingv) cerca di spiegare i terremoti. Sono molti a chiedergli se è possibile un nuovo sisma come quello del 2009. Lui laconicamente risponde: «Molta energia è stata scaricata, ma ci potrebbe essere ancora spazio per qualcos’altro». Di fianco alla chiesa di Cristo Re, alla Villa, Lorenzo Pagnanini, dottorando del Gran Sasso Science Institute, insegna ai più piccoli a correre sull’acqua: Dance on the fluid. «Abbiamo realizzato un fluido con amido di mais e acqua che ha una particolare proprietà: la sua viscosità dipende dalla forza che viene esercitata», spiega. «Una forza impulsiva permette di attraversarlo senza sprofondare: bisogna correre. All’inizio i bimbi sono diffidenti, anche per l’acqua fredda, ma pian piano si divertono ed è difficile farli andar via». Come è difficile, dopo mezzanotte, smontare stand e postazioni di una Notte tanto lunga, quasi quanto il cammino della ricerca.
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