La senatrice Pezzopane indignata: una vicenda kafkiana

10 Febbraio 2015

«Le motivazioni della sentenza di secondo grado, che ha assolto i componenti della commissione Grandi rischi rendono l’intera vicenda ancora più assurda, imbarazzante. Si apre un pozzo senza fondo di...

«Le motivazioni della sentenza di secondo grado, che ha assolto i componenti della commissione Grandi rischi rendono l’intera vicenda ancora più assurda, imbarazzante. Si apre un pozzo senza fondo di dubbi sul comportamento della Protezione civile». Ad affermarlo è la senatrice Pd Stefania Pezzopane.

«Dunque, la riunione di fine marzo sarebbe stata una non riunione, una farsa? Cosa sono venuti a fare allora i componenti della Commissione all’Aquila? Se non sono stati convocati, perché erano qui? Dovendo attenerci a una prima lettura di quelle carte, gli scienziati della Grandi rischi sarebbero venuti per una passeggiata. Un gruppetto di persone ha fatto quattro chiacchiere informali, in una sede istituzionale, quella della Regione. Ma non ci sarebbe stato nulla di ufficiale. Solo uno di loro, avendo riferito ai microfoni di un’emittente televisiva, l’esito di quella amichevole conversazione, è stato giudicato colpevole.

Se non fosse così tragicamente doloroso, sarebbe un ottimo spunto per un romanzo kafkiano.

La cosa più sconcertante e anche più triste è che le famiglie e le parti civili sono state lasciate sole. Nessun sussulto di orgoglio e di solidarietà purtroppo. La sentenza era già nota, ma non le motivazioni e ora che sono note, è possibile che tanta parte della città non abbia nulla da dire? Peccato che molti aquilani trovino tempo per indignarsi, scandalizzarsi sulla vita degli altri, ma poi non abbiano né uno scatto di orgoglio, né uno di indignazione per questa gravissima vicenda».